Cronaca

Giudice di pace, otto uffici in uno. Senza spazio per l’archivio

Otto uffici del giudice di pace in uno. Tutti "concentrati" a Brindisi, in via Ugo Foscolo, con un'impennata del numero di udienze e di fascicoli da archiviare. Troppi di fronte allo spazio che non c'è. Tanto è vero che nell'unica sede del quartiere Paradiso sono riusciti a sistemare solo gli atti per processi "pendenti", mentre per quelli storici urge una "casa" essendo sparsi qua e là tra i comuni della provincia

BRINDISI – Otto uffici del giudice di pace in uno. Tutti “concentrati” a Brindisi, in via Ugo Foscolo, con un’impennata del numero di udienze e di fascicoli da archiviare. Troppi di fronte allo spazio che non c’è. Tanto è vero che nell’unica sede del quartiere Paradiso sono riusciti a sistemare solo gli atti per processi “pendenti”, mentre per quelli storici urge una “casa” essendo sparsi qua e là tra i comuni della provincia che, per lo meno in via teorica, potrebbero anche decidere di gestire in autonomia, vale a dire a spese proprie, l’ufficio del giudice di pace, ripristinando le sedi soppresse.

Mentre è in corso l’assestamento conseguenza dei tagli decisi dal governo nell’ottica della spending review, sempre da Roma, stessa sede del Ministero della Giustizia, è partita una “circolare” che potrebbe rimettere tutto in discussione, portando a una nuova rivisitazione degli assetti organizzativi degli uffici del giudice di pace. Sicuramente ancora lontani dal trovare la “pax”, sul piano logistico, per quanto possa sembrare una contraddizione in termini. Ma tant’è.

Il ministero, infatti, ha riconosciuto ai Comuni (di tutto il Belpaese) la possibilità di “ripristinare gli uffici del giudice di pace in precedenza soppressi e accorpati”: le amministrazioni cittadine che intendono procedere in questa direzione hanno tempo sino al prossimo 30 luglio. Ma devono garantire che tutta l’operazione avverrà a proprie spese, dal momento che il governo di Matteo Renzi non intende versare neppure un centesimo.

Nel Brindisino, sino ad oggi, richieste in tal senso non ce ne sono state. E difficilmente potrebbero trovare diritto di cittadinanza, posto che le finanze dei Comuni non sono ottime da nessuna parte. Anzi. Le condizioni di salute dei bilanci sono precarie. Basti vedere quante sono le amministrazioni in cui è stato certificato lo sforamento del patto di stabilità. La previsione, quindi, porta a ritenere che Brindisi resti il punto di riferimento per otto comuni, così come ormai è realtà dallo scorso 15 dicembre, quando è stato ultimato il processo di accorpamento iniziato il 29 aprile precedente.

In un primo momento sono stati “uniti” al capoluogo gli uffici di Ceglie Messapica, Oria e San Vito dei Normanni, poi è toccato a quelli di Francavilla Fontana, Ostuni, Fasano, Mesagne e da ultimo San Pietro Vernotico. Facile immaginare lo smarrimento iniziale, non solo per giudici e avvocati, ma soprattutto per gli utenti. E anche per il personale, costretto a fare i conti con uno spazio limitato e prima ancora con una mole di lavoro aumentata: in media, infatti, si celebrano cinque udienze al giorno nella sede di via Foscolo.

Circostanza che ha determinato il Comune di Brindisi a realizzare una nuova ala, accanto alla costruzione principale, in cui hanno trovato posto altre quattro aule che dovrebbero essere “aperte” prima della fine dell’estate. Tra gli avvocati si dice il 25 luglio, con un po’ di ironia visto che il 24 c’è la sospensione delle udienze per la pausa feriale. Il mondo forense non ha completamente digerito la novità, tanto è vero che non più tardi di due settimane fa, il “caso” degli uffici del giudice di pace è stato portato sul tavolo del Consiglio dell’Ordine con richiesta di interventi: “A voler fare un esempio, mancano le sedie e le scrivanie necessarie anche solo per appoggiare i faldoni”, dicono.

Vero è che il personale, in primis quello di cancelleria, è alle prese con un’impresa che facile non è e non può esserlo, visto che occorre trovare sistemazione per tutto quello che c’era negli otto uffici della provincia. “Adesso siamo alle prese con la necessità di organizzare l’archivio”, spiega l’avvocato Mina Leone, direttore della cancelleria del giudice di pace. “Siamo riusciti a trovare sistemazione per i fascicoli che si riferiscono a processi pendenti, vale a dire che si riferiscono al periodo di tempo che va dal 2012 sino ad oggi, ma per il lasso precedente ci sono serie difficoltà di ordine logistico. L’archivio cosiddetto storico, quello che va dal 1995 al 2012, resta distribuito nelle vecchie sedi, lì dove è rimasto anche l’arredamento”.

“Un riconoscimento va sicuramente al personale amministrativo per il carico di lavoro, triplicato rispetto al precedente”, tiene a sottolineare. Dal ministero, in corrispondenza con l’accorpamento, è stato disposto il supporto di una sola unità. “A Brindisi, alla fine, siamo riusciti ad ottenere cinque persone, per cui un ringraziamento va anche al direttore amministrativo del Tribunale, Sergio Montanaro e allo stesso presidente, Almiento”. Quanto al personale in servizio presso gli uffici soppressi, sono stati dirottati verso la Procura e il Tribunale di Brindisi, mentre i giudici presenti in via Foscolo sono passati da sei a 13, sotto il coordinamento di Francesco De Vitis.

E’ stato quest’ultimo ad accogliere, oggi, l’ex ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, in qualità di persona offesa nel processo a carico di Vittorio Sgarbi, accusato di diffamazione per le affermazioni proferite in un comizio a Cellino San Marco il 2 agosto 2013.

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