Cronaca

Partito democratico, in città scatta l’ora del regolamento dei conti

Alza la voce il gruppo dell’ex consigliere Camassa: Ribezzi attacca Elefante. “Quel segretario non ci rappresenta”. Guanto di sfida in Consiglio comunale

BRINDISI – L’uno contro l’altro armati quelli della maggioranza (tanto contestata dalla sinistra interna) che spadroneggia nel Pd di Brindisi, pronti a scatenare l’inferno non tanto o non solo per seguire l’invito del candidato governatore Michele Emiliano, quanto piuttosto per regolare i conti nella segreteria cittadina e defenestrare Antonio Elefante con tutti i suoi supporter. Ad alzare la voce è il gruppo che fa capo all’ex consigliere comunale Vito Camassa: ha già lanciato il guanto di sfida facendo affidamento sull’attuale inquilino di Palazzo di città, Umberto Ribezzi. Dichiarazione di guerra neanche poi tanto fredda, proprio in aula, di fronte al sindaco Mimmo Consales.

L'ingresso di Umberto Ribezzi-2Il caso. E’ successo ieri pomeriggio (21 maggio) in occasione dell’ultima seduta consiliare, quando tutti sono stati convocati con urgenza per la nomina dei nuovi revisori dei conti, allo scopo di chiudere la storia del parere che gli ormai ex componenti dell’organo di controllo interno non hanno scritto, bloccando di fatto l’adozione del conto consuntivo del 2014.

Tutto è partito quando Ribezzi (in carica dal 28 agosto dello scorso anno, in sostituzione di Antonio Monetti che il primo cittadino ha chiamato in giunta con il quarto rimpasto dall’inizio della sua amministrazione), non ha alzato la mano per votare la nomina dei nuovi componenti del collegio. E’ rimasto fermo, sino a quando il presidente del consiglio comunale, Luciano Loiacono, non si è rivolto a lui per chiedere conferma del mancato sì. E la risposta è stata: “Mi astengo”. Astensione confermata al momento del voto sulla immediata esecutività della delibera. (Nella foto, Umberto Ribezzi in consiglio comunale)

Che ci fosse qualcosa nell’aria lo si era capito dal momento in cui il più giovane esponente del Pd a Palazzo di città aveva messo piede in aula, perché si sono senti i mugugni dai banchi riservati ai consiglieri del Partito democratico, con Salvatore Brigante in testa essendo capogruppo. Ribezzi non si è neppure seduto, non ha raggiunto lo scranno a lui riservato: ha preferito restare in piedi, accanto ai banchi che ospitano il segretario generale e i componenti dell’ufficio di presidenza. Lì è rimasto ripetendo più volte: “Se sono venuto è solo per una questione di responsabilità e di rispetto verso il sindaco, ma io non mi riconosco nel segretario cittadino del Pd”.

Antonio Elefante-2Le lotte intestine. Chiarissimo l’affondo nei confronti di Antonio Elefante, ancora una volta al centro del fuoco “amico”, impallinato ora da una frangia della stessa maggioranza interna al partito, quella che probabilmente ha sottovalutato non avendo avuto - mai prima di adesso - sentore che potesse diventare nemica. Perché quando lo scorso mese di gennaio alcuni contestatori decisero di lasciare la segreteria cittadina per  prendere le distanze dalla gestione di Elefante, questo gruppo rimase in silenzio.

E silente restò nel mese di ottobre 2011, quando sembrava che lo scontro avesse raggiunto il punto di massimo perché 24 tesserati del Pd scrissero una lettera dai toni accesi per chiedere una inversione della rotta: parlarono di “oligarchia sprezzante di ogni principio di democrazia interna” i firmatari, tra dirigenti dei circoli cittadini, componenti degli organismi provinciali ed ex consiglieri comunali di Brindisi. In segno di netta contrapposizione – tra gli altri – l’ex segretario cittadino Enzo Casone, così come Enzo Albano, Franco Massaro e Cristiano D’Errico.

Che fine ha fatto quel testo? Circola ancora su internet, ma non nella sede del Pd di Brindisi, dove probabilmente sarà stato cestinato, visto che tutto è rimasto così com’era. Status quo. Si dice fino alla data delle elezioni regionali, essendoci la necessità che il partito si presenti uniti per sostenere Michele Emiliano candidato governatore della Puglia.

Vito Camassa-2Il gruppo. Chi, invece, non è rimasto a guardare e non avrebbe rispettato la “pax” imposta da Bari – ma per altri motivi rispetto a quelli dei dissidenti - è il gruppo che fa capo a Vito Camassa: proprio nel mezzo della campagna elettorale, per di più in un momento delicato per l’amministrazione cittadina viste le difficoltà per l’adozione del conto consuntivo, la fazione ha deciso di uscire alla scoperto facendo affidamento su Ribezzi, unico dei “loro” in aula.

Sia chiaro: Ribezzi e Camassa nulla hanno a che vedere con i contestatori autori della lettera. La storia è altra. Vero è che a nessuno piace Antonio Elefante, ma le due situazioni vanno tenute separate quanto a genesi e motivazioni autentiche. Certo anche Ribezzi non risparmia critiche l’attuale segretario in nome e per conto della sua “corrente”, dopo aver ribadito di restare “renziano”: “Elefante non consente il confronto”, dice. “Con lui non è possibile dialogare, ecco perché da oggi mi riferirò solo al sindaco e alla segreteria regionale di Emiliano per affrontare i problemi della città, come la gestione dei servizi sociali visto che l’assessore Alfredo Sterpini (di Impegno sociale, ndr) non partecipa alle commissioni consiliari, le politiche abitative o ancora la riqualificazione di alcune zone come via Perseo (nella zona di via Materdomini, ndr). In questo caso restano bloccati 400mila euro”, spiega.

Gli sviluppi possibili. Croce su Elefante, quindi, fiducia invece al sindaco da parte di questo gruppo che, a quanto pare, mira a far fuori il segretario per averne uno nuovo. Chi? Qualcuno che sia gradito e che sia in grado di aprire il partito a new entry che potrebbero arrivare da altre realtà politiche. Voci sempre più insistenti, infatti, riferiscono di una certa “simpatia” tra Camassa-Ribezzi e i colleghi di coalizione Francesco Cannalire, rimasto unico esponente di Alleanza per l’Italia (il progetto politico di Francesco Rutelli) e Francesco Renna, ex Pri, ora Brindisi di tutti nonché candidato alle regionali nella lista La Puglia con Emiliano.

Il vicesindaco Giuseppe Marchionna-3Entrambi sono in cerca di una “casa” di respiro nazionale e sembra, a sentire i rumors, che l’idea di aprire il Pd in questa direzione incontri il gradimento di Giuseppe Marchionna, vice sindaco chiamato da Consales nell’ultimo rimpasto di giunta a seguire la Programmazione economica in modo da creare il giusto riferimento per l’Urbanistica da sempre assegnata a Pasquale Luperti, il più suffragato del Pd alle amministrative 2012, rimasto indenne alle contestazioni sul ritardo nella presentazione del Piano urbanistico generale al Consiglio (vedasi la polemica con il professore Giorgio Goggi, finita in Procura).

Gli assestamenti, quindi, sono in atto e lo saranno ancor di più nei prossimi mesi, quando partirà la macchina organizzativa per le elezioni comunali e il Pd sarà chiamato a indicare il successore di Consales. A meno non ci siano margini per il mandato numero due. Sullo sfondo delle guerre intestine al Partito, c’è il futuro del capoluogo in uno alle scelte strategiche di sviluppo, in primis la costa che resta una spina nel fianco del Comune soprattutto dopo la confisca del villaggio Acque Chiare che stride con la volontà di puntare al rilancio di quel tratto e al riscatto della vocazione turistica di una città di mare.

Ed è altrettanto chiaro che l’esito delle regionali di fine mese farà sentire il suo peso sul nodo brindisino. In un modo o nell’altro. Perché bisogna vedere, dati alla mano, quanto il voto di opinione, quello legato al Pd, abbia tenuto nonostante l’assenza di candidati espressione di Brindisi in corsa per il Consiglio regionale di via Capruzzi. E cosa siano state in grado di fare le liste dello schieramento. Di certo c’è, che l’ora del regolamento dei conti è suonata.

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