Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Sindacato infermieri: "Inaccettabile l'ulteriore taglio di posti letto per acuti"

Anche il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, esprime “totale dissenso” rispetto al taglio di posti letto per acuti prospettato pochi giorni fa dal direttore del dipartimento regionale alla salute Giovanni Gorgoni e dello stesso Presidente della regione Puglia Michele Emiliano che prospettano un ulteriore taglio dei posti letto per acuti

Rappresentan

BRINDISI - Anche il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, esprime “totale dissenso” rispetto al taglio di posti letto per acuti prospettato pochi giorni fa dal direttore del dipartimento regionale alla salute Giovanni Gorgoni e dello stesso Presidente della regione Puglia Michele Emiliano che prospettano un ulteriore taglio dei posti letto per acuti.

Riportiamo di seguito la nota dell’organizzazione sindacale firmata dal segretario provinciale Carmelo Villani. 

La provincia di Brindisi ha già dato, in questi anni, pesantemente il proprio contributo ed ancora aspetta il tanto decantato rafforzamento della assistenza territoriale.

La politica dei tagli e dei ridimensionamenti, li abbiamo conosciuti bene, li viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, ma in tutto ciò chi ne fa le spese è solo e sempre la persona ammalata, costretta ad attendere ore in un pronto soccorso prima di essere visitata, costretta ad attendere ore, se non giorni, prima di essere ricoverata, ormai fuori provincia, per la cronica carenza di posti letto, costretta ad estenuanti e “pericolosi” viaggi in ambulanza per eseguire nelle ore notturne e nei giorni festivi una gastroscopia d’urgenza o per eseguire una consulenza del chirurgo toracico.
Ogni cittadino ha diritto ad avere dal Servizio sanitario la certezza del trattamento nel tempo e nello spazio, e a non essere vittima di differenze di trattamento a seconda della collocazione geografica. Ogni cittadino ha diritto di trovare nei servizi sanitari operatori e strutture orientati verso un unico obiettivo: farlo guarire e migliorare il suo stato di salute.

D’altra parte proposte, mutuate dalle migliori esperienze regionali, per efficientare il sistema le abbiamo fatte:

•             Il Bed manager figura che crea le condizioni per usare al meglio tutti i posti letto disponibili nella struttura attraverso la programmazione di tutta l’attività di ricovero (chirurgica e medica), l’attività chirurgica, l’attività ambulatoriale e pianificando in modo dinamico la logistica dei paziente in base alle fasi della degenza e cercando di creare anche una appropriata e sufficiente disponibilità di posti letto per tutta la domanda proveniente dal DEA

•             Le “discharge room” o camere delle dimissioni nate per facilitare lo scorrere del flusso dei pazienti in uscita dall'ospedale e quindi per ridurre l'attesa di coloro che, entrati dal pronto soccorso, vengono destinati ai vari reparti
•             I repartI a gestione infermieristica dedicati ai pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia e a quelli con patologie croniche presi in carico e assistiti fino alle dimissioni, con un programma personalizzato di recupero

•             Il modello "see and treat" nei pronto soccorso, protocollo che deriva da un modello organizzativo inglese “Vedi e Cura”  dove gli stessi infermieri accuratamente formati e in base alle loro competenze scientifiche sono in grado di gestire e dare una risposta a delle problematiche cliniche di natura minore e che quindi non richiedono accertamenti diagnostici e strumentali 

•             Il "Fast track" nei pronto soccorso, modello organizzativo consistente in percorsi veloci a gestione infermieristica, già attuato e consolidato  in alcune realtà regionali, e la possibilità di individuare con le  competenze esercitate dall’Infermiere  di triage l’invio diretto allo specialista e/o alla diagnostica in presenza  di protocolli, procedure, istruzioni operative validate dall’azienda bypassando  la fase di inquadramento e valutazione clinica  del medico di Pronto Soccorso

•             L’Infermiere di famiglia che può avere un ruolo fondamentale lungo tutto l’iter assistenziale dalla promozione della salute, alla prevenzione della malattia, alla riabilitazione, all’assistenza dei malati terminali e non.
Di tutto questo non si fa menzione.

E' giunto allora il momento di avere il coraggio di dire, da parte di tutti, che è stata sbagliata, in questi anni, la pianificazione, è stata sbagliata la programmazione, sono state sbagliate le scelte fatte, che sono stati ridotti in modo eccessivo e soprattutto errato i posti letto di degenza, penalizzando proprio i reparti che invece avrebbero dovuto essere potenziati facendo pagare lo scotto di scelte sbagliate ai cittadini in primo luogo ed agli operatori, che con abnegazione ogni giorno  cercano di garantire l'efficacia e la qualità delle strutture sanitarie della nostra provincia
Si cerchino altrove gli sprechi.

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