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Sparatoria nel cortile condominiale: condannato per lesioni personali

Tre anni e mezzo a Raffaele Tanzarella inizialmente accusato di tentato omicidio. Movente: minacce alla famiglia ricevute su Fb

BRINDISI – Per la sparatoria nel cortile del condominio ad angolo tra via Cellini e viale Caravaggio, avvenuto nel pomeriggio del 31 gennaio 2018 c’è una prima verità processuale: Raffaele Tanzarella non sparò per uccidere Francesco Greco, ma puntò al tallone e per questo l’accusa inizialmente contestata di tentato omicidio è stata derubricata in lesioni personali, con conseguente condanna a tre anni, sei mesi e venti giorni.

La sentenza

1 - Foto Tanzarella-2-2-2La sentenza è stata pronunciata con rito abbreviato, strada processuale che garantisce la riduzione di un terzo della pena, dal gup del Tribunale di Brindisi Tea Verderosa. Il gup ha riconosciuto le attenuanti generiche e ha condannato l’imputato anche a quattromila euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

Il sostituto procuratore Francesco Carluccio aveva chiesto la condanna di Raffaele Tanzarella (foto accanto) difeso dall’avvocato Giacinto Epifani (nella foto in basso), alla pena di sei anni dopo aver rivisto l’impostazione accusatoria all’esito delle indagini. E’ stato accertato che Tanzarella non sparò mai ad altezza uomo, come più volte evidenziato dal penalista. Sei colpi sparati in basso, uno dei quali ferì Greco al piede sinistro. Lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Il movente

Il legale, inoltre, nel corso della discussione ha anche sottolineato come il movente dovesse essere ricondotto a minacce che Tanzarella aveva ricevuto sulla messaggistica del social Facebook. Frasi minacciose rivolte dalla moglie e ai figli. Frasi che la difesa ha prodotto a conferma della verità sostenuta dall’imputato nel corso dell’interrogatorio reso dinanzi al gip. Non si sarebbe trattato, quindi, di un movente di natura passionale, riconducibile ad apprezzamenti rivolti a una donna, come era stato ipotizzato nell’immediatezza dei fatti.

La pistola

avvocato-epifani-e1434995693116-2Tanzarella consegnò lui stesso l’arma usata. Una pistola calibro 7,65. La impugnò il pomeriggio del 31 gennaio scorso, dopo una discussione con Greco, suo conoscente da anni. Inizialmente erano amici, ma con il tempo le strade dei due si separarono per scelte sentimentali. Sino ad arrivare ai messaggi contenenti minacce rivolte alla famiglia di Tanzarella. E all’incontro nel cortile del condominio del quartiere Sant’Elia.

La pena inflitta all’imputato comprende la contestazione legata al porto illegale dell’arma in luogo pubblico e il danneggiamento dell’auto in uso a Greco (reati in continuazione). Le motivazioni saranno depositate fra 45 giorni. Tanzarella resta ai domiciliari.

Il ferito

Greco non si è costituto parte civile.  Riportò “un trauma con frattura del calcagno, da ferita di arma da fuoco”, come si legge nel capo di imputazione riscritto in corso di giudizio. La prognosi iniziale era di 30 giorni, con “successiva incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni”.

Spari Francesco Greco-2-2-4

La versione dei fatti fornita dallo stesso Greco non è stata ritenuta attendibile perché il ferito ha cambiato versione, sostenendo in un primo momento di non conoscere Tanzarella, poi ha ammesso e infine ha riferito di essere riuscito a salvarsi nascondendosi dietro l’auto. Non solo. Gli esiti dei rilievi e in particolare di quelli sulle tracce ematiche in aggiunta alla traiettoria degli spari, hanno dimostrato che Tanzarella sparò ma non per uccidere.  Macchie di sangue, infatti, furono trovate unicamente sull’asfalto del cortile della palazzina e non sull’auto.

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