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Strage di Genova, assegnata borsa di studio in memoria di Davide Morella 

Il Primo Istituto Comprensivo di San Vito dei Normanni in collaborazione con la Capitaneria di porto di Brindisi hanno assegnato una borsa di studio da 500 euro, a Cornelia Ioana Paraschiv in memoria di Davide Morella. Oggi anche la sentenza del processo Jolly Nero

BRINDISI - Il Primo Istituto Comprensivo di San Vito dei Normanni in collaborazione con la Capitaneria di porto di Brindisi, al comando del capitano di vascello Salvatore Minervino, hanno assegnato, nella giornata del 16 maggio una borsa di studio da 500 euro, a Cornelia Ioana Paraschiv in memoria di Davide Morella militare della Guardia Costiera, che perse la vita, insieme ad altri suoi colleghi, nel tragico incidente avvenuto nella notte del 7 maggio 2013 nel porto di Genova a seguito del crollo della “Torre Piloti/Vts.

Al fine di mantenere viva nel tempo la memoria dei caduti, il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ha istituito delle borse di studio in favore di quegli studenti, del territorio di origine o residenza degli scomparsi, che nel triennio 2013-2016 si sono particolarmente distinti nel percorso formativo, per assiduità, partecipazione, spirito si collaborazione e solidarietà verso i compagni di scuola.

la Torre dei Piloti abbattuta e sullo sfondo la Jolly Nero-2

La commissione giudicatrice – composta dal dirigente scolastico, il papà di Davide, il rappresentante della Capitaneria di Porto e i rappresentanti di ogni categoria del Consiglio di Istituto – ha valutato le candidature presentate dall’insegnante coordinatore di ogni singolo consiglio di classe assegnando i punteggi in base ai criteri del bando.

La borsa di studio è alimenta dalla generosità e dallo spirito di appartenenza del personale della Guardia Costiera, i cui valori sono dimostrati e perseguiti da oltre 150 anni. Al conferimento erano presenti, altresì, il prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè, il sindaco di San Vito dei Normanni, Domenico Conte, e il delegato ordinario Militare Don Elio di Nunno, oltre a varie rappresentante civili e militari del territorio.  

E' notizia di poche ore fa che il giudice del Tribunale di Genova Silvia Carpanini ha condannato il comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni a 10 anni 4 mesi per la strage della Torre Piloti del 2013 nel porto di Genova. Condannato anche il pilota del porto di Genova Antonio Anfossi a 4 anni e due mesi, il primo ufficiale Lorenzo Repetto a 8 anni e 6 mesi e il direttore di macchina Franco Giammoro a 7 anni di reclusione. Nel porto di Genova il 7 luglio 2013 il cargo Jolly Nero di proprietà della Compagnia Ignazio Messina urtò, abbattendola, la struttura affacciata su Molo Giano provocando 9 morti e 4 feriti.

Paoloni e Anfossi sono stati riconosciuti colpevoli anche per lesioni colpose plurime e nei confronti del comandante è stata confermata anche l'accusa di falso ideologico.  Assolto tra le proteste e le grida dei familiari delle vittime, il delegato all'armamento della società Messina, Giampaolo Olmetti, per il quale erano stati chiesti 17 anni. Alla pronuncia del giudice sono esplose le grida "vergogna, assassini" all'interno dell'aula bunker del tribunale di Genova. Assolta anche Cristina Vaccaro, terzo ufficiale della nave. Le accuse a vario titolo sono quelle di omicidio colposo plurimo, crollo di costruzioni e attentato alla sicurezza dei trasporti.

"Non mi fermo, su questo non c'è ombra di dubbio. Né io né i miei avvocati, io voglio giustizia. E questa non è giustizia". Sono le parole di Adele Chiello, la mamma di Giuseppe Tusa, marinaio della guardia costiera, una delle vittime del crollo. Originario di Milazzo, aveva 30 anni ed era in servizio come radarista della torre di controllo nello scalo genovese la notte del disastro.

"I delinquenti sono le società e chi le gestisce - ha detto la donna fuori dall'aula, con una foto tra le mani del figlio - Olmetti è un membro della società, del consiglio di amministrazione. Con libertà assoluta di decisioni, patrimoniali, economiche, in tutti i sensi. Novanta incidenti e avarie della flotta Messina e nessuno ne sapeva niente. Allora stiamo giocando?".

Rispetto alle richieste del pm genovese, Walter Cotugno, le condanne sono dimezzate: per Paoloni la richiesta dei pm era stata di 20 anni e 7 mesi. Per il pilota Anfossi, il primo ufficiale della Jolly Nero Lorenzo Repetto e il direttore di macchina della nave Giammoro, le richieste ammontavano a 10 anni e 6 mesi.

Tutti gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, al risarcimento dei danni conseguenti ai reati per cui è intervenuta la condanna alle parti civili e all'interdizione dai pubblici uffici per il tempo della pena. La società Ignazio Messina è stata inoltre riconosciuta responsabile di illecito amministrativo e condannata al pagamento della sanzione da 1 milione e 50mila euro.

Ammontano poi a circa 20 milioni di euro in totale i risarcimenti che dovranno essere pagati da parte degli imputati in solido con la società Messina per il crollo. Roberto Paoloni, Antonio Anfossi, Lorenzo Repetto e Franco Giammoro sono stati condannati oggi dal giudice al pagamento di provvisionali nei confronti dei parenti delle 9 vittime del disastro, per un totale di 6 milioni di euro. Nei confronti dello Stato invece le provvisionali riconosciute ammontano a 5 milioni di euro nei confronti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sei milioni e cinquecentomila euro per il ministero della Difesa e tre milioni di euro al ministero dell'Economia (AdnKronos).

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