Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

Tentata concussione: "Nessuna pressione dell’ex assessore Iaia”

Ascoltati in qualità di testi del pm i dirigenti del Comune di Brindisi Nicola Zizzi, Carlo Cioffi e Teodoro Nigro. Sentiti anche l'ex presidente del consiglio Luciano Loiacono e il dirigente protempore della Digos, Vincenzo Zingaro

BRINDISI – Sfilata di dirigenti del Comune di Brindisi in veste di testimoni citati dal pubblico ministero nel processo in cui è imputato Raffaele Iaia, ex assessore alle Attività Produttive del Comune di Brindisi, accusato di tentata concussione dopo la denuncia sporta da Francesca Giglio, 26 anni, organizzatrice della Fiera di Natale nel 2013 e parte civile. 

Questa mattina sono stati ascoltati Nicola Zizzi, in qualità di dirigente (ex) del settore Attività Produttive, Carlo Cioffi all’epoca titolare della ripartizione ai Trasporti e Teodoro Nigro rimasto a capo del comando della polizia municipale, nonché l’ex presidente del consiglio comunale Luciano Loiacono e l’ex capo della Digos Vincenzo Zingaro.

Zizzi, nel frattempo diventato capo di gabinetto, ha escluso che Iaia abbia mai fatto pressioni rispondendo a domande precise dei difensori dell’imputato, Fabio Di Bello e Gianvito Lillo. I penalisti sono partiti dal capo di imputazione per chiedere se ci fossero o meno state pressioni di Iaia per ottenere la guardiania in occasione della manifestazione, o intromissioni dello stesso nel procedimento amministrativo.

Nessuna intromissione neppure a sentire Cioffi e Nigro i quali hanno riferito, ciascuno per quanto di competenza, che la giovane che all’epoca era titolare dell’agenzia Gf Events Creation, aveva chiesto l’autorizzazione per lo svolgimento dell’iniziativa natalizia da realizzare davanti al piazzale dell’Ipercoop, chiamata Capitale 43, dal 14 al 22 dicembre, ma che al 17 dicembre, quando ci furono i controlli, i permessi non erano ancora stati rilasciati. Sarebbero arrivati il giorno successivo.

Loiacono ha confermato di aver concesso il gratuito patrocinio della presidenza del consiglio comunale all’evento su richiesta della Giglio e di aver appreso dalla stessa che Iaia aveva “fatto problemi”, ma ha precisato di non aver saputo altro. Zingaro ha ricostruito le tappe delle indagini in origine avviate sui corsi di formazione e poi passate ad accertare la regolarità dei titoli di abilitazione all’esercizio della professione di investigatore privato. Gli accertamenti hanno portato a contestare a Iaia l’esercizio abusivo, il trattamento illecito di dati personali, in concorso con la sorella Angela.  

Secondo il pm Milto Stefano De Nozza, Iaia “fino al dicembre 2013 avrebbe effettuato attività non autorizzata di investigazione e ricerca di informazioni per conto di privati”. Per Iaia, presente in udienza anche oggi, c’è l’accusa legata al possesso di una Beretta calibro 9, munita di 100 proiettili, per la quale c’è un regolare porto d'armi che risulta però essere stato rilasciato sulla base di una dichiarazione mendace circa la data di nascita.

Francesca Giglio si è costituita parte civile già in occasione della prima udienza con l’avvocato Paolantonio D’Amico, il quale ha formalizzato la richiesta di risarcimento danni a Raffaele Iaia per centomila euro. L'imputato si dimise dall'incarico assessorile dopo la notifica della richiesta di rinvio al giudizio. La prossima udienza sarà dedicata all’ascolto di altri testi della pubblica accusa.
 

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