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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Tentata estorsione a Mimmo Mele, la Zenobi non si presenta e salta l'udienza

ROMA – Saltata l’udienza che avrebbe dovuto portare nel vivo il processo a Francesca Zenobi e al suo avvocato di fiducia dell’epoca, Emanuele Antonacci, imputati di estorsione ai danni dell’ex parlamentare Udc, Mimmo Mele. Davanti al giudice monocratico per oggi era fissata l’audizione proprio dei due imputati, che invece non si sono presentati. Vana quindi l’attesa della parte civile, rappresentata dall’avvocato Mario Guagliani che tutela in giudizio Mele. Se ne riparlerà il 15 aprile.

ROMA - Saltata l'udienza che avrebbe dovuto portare nel vivo il processo a Francesca Zenobi e al suo avvocato di fiducia dell'epoca, Emanuele Antonacci, imputati di estorsione ai danni dell'ex parlamentare Udc, Mimmo Mele. Davanti al giudice monocratico per oggi era fissata l'audizione proprio dei due imputati, che invece non si sono presentati. Vana quindi l'attesa della parte civile, rappresentata dall'avvocato Mario Guagliani che tutela in giudizio Mele. Se ne riparlerà il 15 aprile.

Mele aveva denunciato la Zenobi, protagonista della famosa notte a luci rosse all'Hotel Flora assieme a un'altra escort russa, finita male per un malore della stessa Francesca Zenobi dovuta all'assunzione di cocaina (fu il deputato a portarla in ospedale), perché la ragazza e il suo legale nel corso di un incontro con uno degli avvocati del parlamentare, Susanna Gavotto, avrebbero chiesto 100mila euro per ammorbidire la versione dei fatti sulla vicenda, o in alternativa 90mila euro e un contratto alla Rai o a Mediaset.

L'incontro fu registrato dall'avvocatessa Gavotto, e questo elemento ha convinto la pubblica accusa a chiedere e ottenere il rinvio a giudizio per la Zenobi e Antonacci per tentata estorsione. Segue invece un binario parallelo il processo a Mele per i fatti dell'Hotel Flora.

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