Cronaca

Traffico internazionale di stupefacenti: un brindisino tra gli otto arrestati

C'è anche un brindisino tra le otto persone arrestate all'alba di oggi dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bari per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nell'ambito dell'operazione "Illiria"

BRINDISI – C’è anche un brindisino tra le otto persone arrestate all’alba di oggi dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bari per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nell’ambito dell’operazione “Illiria”. Si tratta Andrea Esposito di 52 anni, già arrestato in flagranza di reato nell’ambito della stessa operazione a giugno del 2014 perché trovato con tritolo, un Kalashnikov e 164 cartucce. Viveva in una masseria in contrada Villanova a Brindisi.

Gli arresti sono stati eseguiti con il supporto operativo delle Fiamme Gialle di Barletta, Brindisi, Pescara e Cremona. Tra le otto persone finite in manette, cinque sono italiane e tre albanesi. Secondo quanto ricostruito dai finanzieri si tratta di un gruppo criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente del tipo marijuana, dall’Albania verso le coste pugliesi. Gli altri arrestati sono: Roland Lame albanese di 47 anni residente a Barletta, il figlio Fabio di 25 anni, F.A. 33 anni albanese, H.A. 49 anni albanese, A.S. 26 anni albanese, L.P. 50 anni di Altamura (Ba) e G.V. di 44 anni nato in Germania.

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

L’operazione “Illiria”, così denominata riprendendo l’antico nome della regione balcanica che comprendeva anche l’attuale Albania, principale Stato produttore di marijuana, trae origine dal sequestro nel 2013 di un ingente quantitativo di marijuana, pari a 100 chili, eseguito ad Altamura, nei confronti di due cittadini albanesi. Il proseguo delle investigazioni anche di natura tecnica ha consentito di individuare una cellula criminale italo-albanese, con base a Barletta, nei cui confronti sono stati sequestrati complessivamente 1.218 chili di marijuana, 20 chili di sostanza da taglio, 4,550 chili di tritolo, 1,143 chili di eroina e cocaina, un fucile mitragliatore d’assalto AK-47 “Kalashnikov”, 170 proiettili e 47 capsule detonanti. È emerso che la struttura criminale era in costante contatto con sodali di stanza in Albania, aveva intessuto strette collaborazioni con cittadini italiani e aveva ramificazioni in tutto il territorio pugliese.

Il monitoraggio dell’organizzazione, ha permesso di evidenziare fitti contatti con un personaggio (J.B. di 25anni), resosi già latitante in Italia, Andrea Esposito-2poiché gravato da un ordine di esecuzione pena pari a 3 anni e 7 mesi di reclusione. Lo stesso, una volta giunto in Italia, seppur in possesso di una nuova identità, fu arrestato.

Il capo dell’associazione era Roland Lame che nel frattempo ha acquisito la cittadinanza italiana, e che all’inizio dell’anno riuscì a sottrarsi alla cattura nell’ambito di un’altra operazione antidroga. Insieme al figlio Fabio manteneva i contatti con i propri connazionali in Albania per organizzare e far giungere in Puglia ingenti quantitativi di marijuana. Nell’ambito di questa indagine, difatti, nel giugno 2014, i finanzieri specializzati nel contrasto ai traffici di droga del Goa del Nucleo di polizia tributaria, unitamente alle unità del Reparto operativo aeronavale di Bari, in collaborazione con quelle del Gruppo aeronavale di Taranto, specializzato in operazioni a largo raggio, intercettarono a largo delle coste baresi, un’imbarcazione da diporto con a bordo più di una tonnellata di marijuana, traendo in arresto i due scafisti, un albanese ed un italiano. Il gruppo criminale gestiva numerose spedizioni di marijuana dall’Albania all’Italia e, di recente, aveva visto i propri interessi orientarsi verso la cocaina, che veniva acquistata nei Paesi Bassi.

Il Kalashnikov sequestrato-2In occasione di un monitoraggio furono individuati i “corrieri”. Questi dopo aver lasciato Altamura proseguirono il loro viaggio in direzione di Brindisi al fine di provvedere all’acquisto di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente ma al ritorno si fermarono a Toritto nei pressi di un casolare di campagna usato come magazzino dove depositarono la sostanza appena acquistata: si trattava di 98.238 chili di marijuana. I due furono arrestati. Contestualmente alcune pattuglie si recarono a Brindisi dove era stato ritirato lo stupefacente, precisamente da Andrea Esposito (nella foto a destra) che fu trovato con un Kalashnikov, quattro chili e mezzo di tritolo e 164 cartucce. Esposito fu arrestato una prima volta.

Al fine di dissimulare la natura illecita dei propri traffici i soggetti indagati utilizzavano linguaggio criptico e convenzionale basato su espressioni allusive in codice, volte ad indicare convenzionalmente la sostanza stupefacente. "L’operazione, caratterizzata da particolare rapidità ed efficacia, è frutto della costante azione di controllo del territorio e del conseguente sviluppo info-investigativo che avvalora, in maniera significativa, la tesi prospettata attinente la crescente egemonia dei trafficanti albanesi nel mercato della droga", si legge nella nota stampa. 

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