Cronaca

Trasporto pubblico: anche per chi va a lavorare pullman vecchi e scomodi

Sono due i mezzi più "temuti", quelli che i lavoratori che tutte le mattine all'alba prendono il bus per andare a Taranto, precisamente allo stabilimento siderurgico Ilva, incrociano le dita perché non ci siano: si tratta del numero 250 e del numero 256 della Società trasporti pubblici di Brindisi

BRINDISI – Sono due i mezzi più “temuti”, quelli che i lavoratori che tutte le mattine all’alba prendono il bus per andare a Taranto, precisamente allo stabilimento siderurgico Ilva, incrociano le dita perché non ci siano. Si tratta del numero 250 e del numero 256 della Società trasporti pubblici di Brindisi. Nel primo si crea una condensa sul tetto che cadendo bagna i sedili, il secondo è più un rottame su ruote che un pullman: molti sedili sono scardinati e “ballano” sul loro posto, ogni frenata o virata o semplicemente ogni volta che viene centrata una buca, si urtano tra loro. A segnalare il disagio uno dei viaggiatori. Non solo gli studenti pendolari, quindi, sono costretti a viaggiare su mezzi sovraffollati e in condizioni quasi disumane ma anche chi deve andare a lavorare e si sveglia quando è ancora notte e deve affrontare almeno 8 ore di lavoro in un cantiere, è costretto a viaggiare scomodo e non in condizioni di sicurezza.

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“Prendo il pullman da San Pietro Vernotico alle 4.20, è ancora buio, il viaggio dura circa due ore e il più delle volte mi addormento durante il tragitto ma il viaggio è scomodo e anche pericoloso – spiega un operaio dell’Ilva – qualche giorno mi sono svegliato con la spalla e le gambe bagnate, pensavo di essere sudato, invece avevo i vestiti zuppi di acqua. Ho segnalato il problema all’autista ma anche lui era bagnato”.

Questo quello identificato come il numero 250. Poi c’è l’altro, quello che è stato immortalato nel video a corredo di questo articolo. “Se capita il numero 256 la situazione non è delle migliori, alcuni sedili sono scardinati, le fodere bucate, sul tetto ci sono chiodi arrugginiti in bella mostra ed è sporco – continua il lavoratore - viaggio col pullman da qualche anno e la situazione va sempre peggio, l’abbonamento è aumentato di 13 euro ma il servizio fornito in cambio è peggiore. Per non parlare poi del fatto che i passeggeri sono superiori alla capienza, e molti sono costretti a viaggiare in piedi. Queste segnalazioni le ho portate sempre all’attenzione degli autisti, ho chiamato anche il centralino della Stp ma tutte le mie lamentele sono rimaste senza risposta e senza soluzione. Ogni mattina dobbiamo sperare che non ci capiti il numero 250 o il numero 256, quando accade il viaggio per andare a lavorare è una vera sofferenza. Il problema è che non so più a chi rivolgermi, perché fino a questo momento nessuno ha risolto questa situazione”.

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