Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

La polizia scova parti di auto rubate nascoste nelle campagne

Indagini, seguite da controlli e perquisizioni, per prevenire e reprimere i reati che si intensificano nella stagione estiva. Con questo piano operativo ieri mattina personale della Sezione volanti della questura di Brindisi sono stati impegnati in una serie di perquisizioni in masserie dell’agro brindisino

BRINDISI - Indagini, seguite da controlli e perquisizioni, per prevenire e reprimere i reati che si intensificano nella stagione estiva. Con questo piano operativo ieri mattina personale della Sezione volanti della questura di Brindisi sono stati impegnati in una serie di perquisizioni in masserie dell’agro brindisino. Nel corso di una di queste perquisizioni, effettuata eseguita presso la masseria di  R.A. di 46 anni, brindisino, ubicata in contrada Pigna Flores, non senza difficoltà stante l’estensione della stessa e lo stato di apparente semiabbandono - sottolinea un comunicato della questura -  gli equipaggi delle volanti scoprivano nell’area del cortile, occultati sotto alcuni pneumatici di autovettura e in alcuni locali adibiti a deposito, una copiosa refurtiva.

Un teleruttore-2Più precisamente, nella masseria-deposito c'erano 20 centraline per autovetture di varie marche (Bmw, Toyota, Smart, Citroen); 21  batterie di marca Hawker di 2 v, utilizzate dalle Ferrovie dello Stato; una colonna elevatore per trattore, completa di quadro comandi idraulici; 7 teleruttori varie marche (impianti di accensione); 65 chiodi a quattro punte in ferro, utilizzati normalmente per ostacolare inseguimenti da parte dei mezzi delle forze dell’ordine; varie chiavi di accensione di autovetture con logo Opel, Audi e Volkswagen.

Chiodi a quattro punte-2Gli ulteriori accertamenti sul posto permettevano alla polizia di stabilire che la masseria seppure di proprietà di R.A. era di fatto era in uso al nipote di quesdti, tale V.A. di 33 anni, anche lui con precedenti penali a carico, il quale era presente sul posto ma non si dimostrava in grado di spiegare kla detenzione del materiale rinvenuto. Convocata sul posto anche la polizia scientifica per l'inventario tecnico dei pezzi, tutto veniva sottoposto a sequestro mentre V.A. veniva denunciato a piede libero per ricettazione.

     

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