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“Truffa con i buoni fruttiferi della Posta”: tre imputati

Citazione diretta a giudizio per una dipendente dell’ufficio, accusata anche di sostituzione di persona a conclusione dell'inchiesta coordinata dal pm Francesco Carluccio

ORIA- Artifici e raggiri per ottenere il rimborso anticipato di buoni fruttiferi della Posta. Una truffa, secondo l’accusa, contestata a tre persone, a partire da una dipendente di un ufficio postale della provincia, accusata anche di sostituzione di persona per aver compilato a nomi di alcuni clienti le richieste.

Gli imputati

ufficio postale-2Dovranno difendersi dalle contestazioni mosse dal pubblico ministero Francesco Carluccio: Tiziana De Gaetani di Oria, 45 anni, difesa dall’avvocato Michele Fino del foro di Brindisi, alla quale è stata contestata l’aggravante di aver "commesso i fatti abusando dei poteri e in violazione dei doveri inerenti un pubblico servizio", essendo all’epoca dipendente dell’ufficio postale della città; Paride Margheriti, 37 anni, nato a Mesagne ma residente a Erchie, e Anna Biasi, 73, di Oria.

Sono stati citati direttamente a giudizio, saltando cioè l’udienza preliminare davanti al gup, e dovranno comparire in udienza per la prima udienza del processo in Tribunale, in composizione monocratica, a febbraio del prossimo anno.

Parti offese

Poste italiane spa è stata riconosciuta come parte offesa e potrà costituirsi nel giudizio ai fini del risarcimento danni, così come cinque persone fisiche, i cui nomi risultano come beneficiari delle richieste di rimborso dei buoni fruttiferi di Poste Italiane, pur non avendo mai apposto firme, né autorizzato deleghe.

Le accuse

Le condotte contestate si riferiscono a una serie di operazioni avvenute alla fine del 2015, tra i mesi di ottobre e novembre. Secondo l’accusa, gli imputati “compilavano moduli di richiesta di rimborso anticipato dei buoni postali dematerializzati”. In un’occasione l’istanza sarebbe stata relativa a buoni per un importo di 20.926,50 euro e sarebbe seguita da “una richiesta di emissione di un assegno vidimato per la stessa somma”. Il titolo sarebbe stato presentato allo sportello della Posta, traendo in inganno un impiegato. Il capo di imputazione è relativo alle posizioni di De Gaetani e Margheriti, ai quali il pm ha contestato un’operazione di natura analoga ma di valore inferiore, dopo aver ricostruito le fasi precedenti alla riscossione di un vaglia di 1.500 euro.

Per De Gaetani, in concorso con Biasi, c’è l’ulteriore contestazione che si riferisce al rimborso di un titolo di 1.993 euro. E ci sono poi operazioni di rimborso ottenute con “false sottoscrizioni”, sostituendosi ad altre persone, clienti dell’ufficio postale

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