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Da sinistra Luciano Della Corte, Mingo di Striscia e il sindaco Vincenzo Della Corte

Da sinistra Luciano Della Corte, Mingo di Striscia e il sindaco Vincenzo Della Corte

Truffa: Della Corte c'è, la Asl assente

BRINDISI - L’ex sindaco Pdl di Francavilla Fontana c’era, sereno e “fiducioso” accanto ai suoi avvocati. Seguirà l’intero processo a suo carico, il giudizio in cui è imputato per truffa aggravata ai danni della Asl per aver firmato le ricette mediche al posto del fratello.

BRINDISI - L'ex sindaco Pdl di Francavilla Fontana c'era, sereno e "fiducioso" accanto ai suoi avvocati. Seguirà l'intero processo a suo carico, il giudizio in cui è imputato per truffa aggravata ai danni della Asl per aver firmato le ricette mediche al posto del fratello, medico generico e odontoiatra con cui condivideva l'ambulatorio.

La Asl di Brindisi invece no, grande assente nel dibattimento dichiarato aperto oggi dal giudice monocratico Vittorio Testi. Non si è costituita parte civile, a differenza di quanto invece fa solitamente e routinariamente in quasi tutti i processi, anche quelli in cui è contestato il peculato a carico di medici che avrebbero interpretato le regole dell'intramoenia a proprio gradimento.

Vincenzo Della Corte, completo grigio, era seduto in seconda fila. In prima, alla destra del pubblico ministero che ha condotto le indagini e che ora sostiene l'accusa articolata in tre capi di imputazione, Valeria Farina Valaori, i suoi due avvocati, Francesca Conte e Antonio Andrisano. Udienza tecnica quella odierna, una "prima udienza" che serve a incardinare il processo ammettendo le prove e le liste dei testimoni. Il pm ne aveva citati 26, il giudice ne ha ammessi una ventina. La difesa 99, anche in questo caso non più di venti ne saranno ascoltati in aula. Entrambe le parti, naturalmente, hanno richiesto l'esame dell'imputato.

Tra le eccezioni preliminari, la prima, dell'avvocato Conte, riguarda i giornali e la richiesta di acquisizione al fascicolo del dibattimento formulata dall'accusa di acquisire le pagine dei quotidiani locali che ripresero la notizia all'epoca dei fatti mandata in onda dal tg satirico Striscia la notizia. La difesa dissentiva, l'accusa ha spiegato che non si tratta di articoli da cui ricavare delle prove, ma di materiale necessario a spiegare in che modo la polizia giudiziaria è venuta a conoscenza della strana "truffa".

I giornali alla fine sono stati acquisiti, così come le ricette che si trovano nel fascicolo del pm e che sono firmate da Vincenzo Della Corte (che fu sottoposto a custodia cautelare nel marzo scorso) e quelle che invece sono state raccolte dagli avvocati, in cui c'è la firma, regolare, di Luciano Della Corte. Un'anticipazione, quindi, delle due strategie. La difesa sosterrà che Luciano Della Corte (che ha patteggiato) firmava le sue certificazioni e non se le faceva firmare dal fratello anestesista.

Il pm ha spiegato che "non è rilevante ai fini della contestazione se Luciano Della Corte abbia o meno firmato le ricette. La truffa consiste nel fatto che Vincenzo si sia sostituito al fratello". Si ritorna in aula il 25 febbraio prossimo per iniziare con le audizioni dei testi. "Della Corte è sereno e ha fiducia nella magistratura - ha commentato l'avvocato Andrisano - è convinto di poter dimostrare la sua buona fede".

 

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