Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

“Una bomba sotto la questura e saltano tutti i blitz”: in 13 a processo

Tra gli episodi contestati, furti nelle abitazioni di Santa Chiara e le rapine all’armeria di piazza Sapri e alla gioielleria Della Rocca.Il blitz chiamato Malavita portò agli arresti il 3 febbraio 2014. Per l’accusa, a capo del sodalizio, c’era Tiziano Cannalire. Gli imputati hanno chiesto l'abbreviato

Tiziano Cannalire il giorno dell'arresto

BRINDISI – “Se crolla la questura, saltano tutti i blitz, lo sai?”. Ci pensavano a far saltare il quartier generale della polizia e sono stati proprio gli agenti della Mobile ad arrestarli dopo averli intercettati: due anni dopo il blitz, 13 brindisini, sono finiti sotto processo, con l’accusa di aver firmato una serie di colpi, tra furti e rapine, nel capoluogo e in particolar modo nel quartiere Santa Chiara.

Gli imputati, nel frattempo liberi per questo processo, sono: Tiziano Cannalire, 26 anni, ritenuto il capo e il promotore dell’associazione per delinquere, sodalizio del quale – secondo l’accusa – avrebbero fatto parte Simone Brigida, 23; Davide Bombacigno, 26, Luca Carriero, 24; Diego Catucci, 26; Gianmarco Leto, 22; Andrea Ostuni, 22, detto Malavita oppure Malox e Francesco Ruggiero, 32, alias Pumillo.

Singoli episodi sono contestati a: Gaetano Aggiano 22 anni, detto Coca cola;   ; Maurizio Cannalire, 56 (padre di Tiziano);  Marco Curto 32, Diego De Giorgi 31,   Alessio Curto, 22.  Nel collegio difensivo, gli avvocati Laura Beltrami, Luca Leoci, Giuseppe Guastella, Cinzia Cavallo, Ladislao Massari, Daniela D’Amuri e Francesco Caforio.

Tutti hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato questa mattina al termine dell’udienza preliminare di fronte al gup. L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Daniela Chimienti portò agli arresti il 3 febbraio 2014: l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Maurizio Saso venne eseguita dagli agenti della Mobile.

Le indagini partirono dal furto di 45 armi dal negozio Calì di piazza Sapri, avvenuto nell’agosto 2012. Ricostruito nell’ordinanza e contestato anche il furto nella sede del Casale della polizia municipale, nella notte fra il 13 e il 14 gennaio 2013: il gruppo cercava pistole e giubbotti antiproiettile, ma non trovò altro se non delle ricetrasmittenti. In un’intercettazione  ambientale in una Renault Clio tra Carriero e Catucci, considerata fonte di prova, si sente: “Se entri dentro la Polizia municipale…..No al paradiso..a quella là del casale….”.  “Magari troviamo qualche bella pistola…magari anche qualche giubbotto antiproiettile”.

Nell’elenco degli episodi c’è anche la rapina alla gioielleria Della Rocca in via Verona, a Brindisi, il 19 gennaio 2013. E alcuni furti in abitazione del quartiere Santa Chiara.

Ed è sempre da una  conversazione intercettata nella Clio che gli agenti hanno scoperto che i ragazzi pensavano di far saltare la questura. A parlare  Carriero, Leto e Zurlo: “Ma pure volendo no?..come fai a mettergli una bomba là sotto”. “Sai cosa vuol dire se gli fai crollare  quel palazzo.. anche senza loro dentro sai?…anche senza loro dentro compa’. un casino succede”

E ancora: “Documenti persi..indagini perse.. un macello succede compà. Se crolla la questura saltano tutti i blitz". Il blitz, invece, c’è stato e sono state arrestati. E tra qualche settimana inizia il processo in abbreviato.

 
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Una bomba sotto la questura e saltano tutti i blitz”: in 13 a processo

BrindisiReport è in caricamento