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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Mesagne

Una strada intitolata a Marcella, vittima della Sacra corona unita

Iniziativa del Comune di Siziano, in provincia di Pavia: la ragazza venne uccisa a 26 anni, viveva a Mesagne. Mai individuati mandanti ed esecutori materiali

MESAGNE - Il Comune di Siziano, un paesino di circa seimila abitanti in provincia di Pavia, ha deciso di intitolare una via a Marcella Di Levrano, giovane mesagnese, vittima innocente della Sacra Corona Unita, il cui corpo straziato fu ritrovato nell'aprile del1 990 in un bosco poco fuori Mesagne. Avrebbe coimpiuto 26 anni.

La sua storia – per molto tempo sepolta come lo era stata lei prima di essere ritrovata nel bosco di contrada “Lucci” – grazie alla tenacia e alla determinazione della madre Marisa,  sostenuta da "Libera", l'Associazaione di don Ciotti , ormai è una storia che migliaia di ragazzi delle scuole di ogni parte d'Italia hanno imparato a conoscere, ascoltando proprio le parole con le quali Marisa ha raccontato la "vita" di Marcella.

Della sua efferata esecuzione, decisa – come appreso in seguito dai racconti di alcuni collaboratori di giustizia, ritenuti del tutto attendibili – dalla “Sacra Corona Unita”, non sono stati mai giudicati e condannati né i mandanti, né gli esecutori materiali, anche se per gli inquirenti, quella orrenda fine era sicuramente riconducibile a dinamiche di tipo mafioso, come emergeva dalle dichiarazioni rese da più collaboratori di giustizia. "Stando alle affermazioni degli stessi “pentiti”, Marcella, dopo un trascorso di tossicodipendente, frequentazioni di ambienti malavitosi e con pregiudicati appartenenti alla criminalità organizzata brindisina e salentina, aveva deciso di abbandonare quel mondo, iniziando a collaborare con le forze dell’ordine e riferire alle stesse quel che sapeva della Scu", scriveva Fernando Orsini il 6 aprile 2016, in occasione del 26esimo anniversario dal ritrovamento del cadavere.

" Marcella aveva l’abitudine di annotare tutto ciò che le accadeva in un’agendina alla quale, sin dai tempi della scuola, confidava tutti i suoi pensieri e gran parte di ciò che le capitava durante la giornata. Diventò un diario minuzioso che raccontava storie di droga, di criminalità organizzata, ma anche di ripulsa di quel mondo. Non le fu dato il tempo di venirne fuori perché non appena si ebbe il semplice sospetto, fu decisa immediatamente la sua eliminazione in modo così spietato, uno degli atti più truci della storia della Sacra corona unita". 

Scrive oggi Orsini su Fb: "Ci sono notizie che ti commuovono, ti riempiono il cuore di gioia, ti inducono a coltivare senza sosta l'esercizio della memoria per le vittime dei poteri criminali-mafiosi, con un impegno civico che non deve conoscere tentennamenti".

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