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Cronaca

“Verme nel brodo servito ai bimbi: nessuna colpa della dipendente Markas”

Il Tribunale ordina la reintegrazione della donna licenziata a novembre 2016, dopo la scoperta del millepiedi nei tortellini alla Don Milani. Ugl: “Lavoratori persone oneste"

BRINDISI – “Difettano univoci e specifici elementi dai quali poter desumere che effettivamente la dipendente licenziata dalla Markas fosse nelle condizioni di accorgersi della presenza di un frammento di millepiedi nel piatto servito ai bambini”.

Verme alla mensa della Don Milani-2-2-2

La sentenza

Secondo il Tribunale di Brindisi, sarebbe stato impossibile per chiunque -  “utilizzando l’ordinaria diligenza”  - notare quella presenza nei tortellini in brodo serviti agli alunni della scuola don Milani e per questo è stata esclusa la colpa contestata dalla società ed è stato ordinato alla stessa di riassumere la donna, licenziata dal servizio mensa nel mese di novembre 2016. A distanza di pochi giorni dalla denuncia pubblica fatta dai genitori di alcuni dei bambini: per dimostrare la presenza di un verme, nei turni del pranzo del 4 novembre 2016, fecero una serie di foto. Scatti che gli avvocati della Markas hanno allegato come prova della colpa, posta a fondamento del licenziamento per giusta causa, nel processo che si è svolto dinanzi al Tribunale di Brindisi.

Il licenziamento

Il giudice Maria Forastiere ha, invece, accolto il ricorso della donna, rappresentata in giudizio dall’avvocato Carmela Lo Martire del foro di Brindisi. Il legale ha impugnato il licenziamento lamentandone la illegittimità per una serie di aspetti: l’omessa affissione del codice disciplinare, il mancato ascolto della lavoratrice, nonché la genericità e la tardività della contestazione, la natura estorsiva del licenziamento e ancor prima l’infondatezza degli addebiti. Motivi per i quali chiedeva la condanna della Markas alla riassunzione della donna, con pagamento in sua favore della indennità risarcitoria.

L'assessore Carmela LomartireLa sentenza ha dato ragione all’avvocato Lo Martire (nella foto accanto) e ha riconosciuto alla dipendente il diritto a essere reintegrata con pagamento a titolo di ristoro di una somma di denaro pari “all’ultima retribuzione globale di fatto, dal licenziamento sino all’effettiva reintegra, comunque in misura non superiore alle 12 mensilità”, oltre al versamento dei contributi previdenziali.

La Markas

La Markas lamentava che la donna che era “addetta alla somministrazione delle pietanze fosse venuta meno all’uso dell’ordinaria diligenza che le avrebbe consentito di notare i vermi al momento della distribuzione dei pasti”. E poiché il caso era finito sulla stampa, lamentava anche danni per la lesione dell’immagine.

La difesa

Per il giudice non c’è colpa. Del resto, si legge nelle motivazioni, “nessuno dei dipendenti impegnanti nella preparazione e nella somministrazione dei piatti, ha riscontrato la presenza nella pietanza del verme, prima che fosse servita”. Non può non assumere rilevanza, come evidenziato dall’avvocato Lo Martire, che “nella giornata in contestazione la dipendente avesse provveduto a travasare circa venti litri di brodo, arrivato dal centro cottura della Markas, in tre contenitori”.

“Ammettendo che il piccolo frammento di millepiedi, che poteva essersi posizionato sotto i tortellini, diventando in tal modo difficilmente visibile, si trovasse nei contenitori dove c’era il brodo o dove c’erano i tortellini, in ogni caso si trovava in un alimento liquido e non certamente trasparente”, ha scritto il giudice.

La condotta della dipendente

“A ciò si deve aggiungere che la dipendente doveva svolgere una serie di mansioni in un arco temporale limitato, provvedendo in due ore, con l’ausilio di un’altra collega (anche lei licenziata, ndr) non solo alla somministrazione di circa cento pasti in un turno e 110 nell’altro, ma anche alla pulizia del refertorio”. Tutto questo, secondo il Tribunale “valutato insieme alle caratteristiche concrete del piatto somministrato, induce a ridimensionare notevolmente l’elemento soggettivo caratterizzante la condotta” della donna.

Verme mensa scuola Don Milani 2-2-2-2

Le fotografie del verme

Quanto alle fotografie, il giudice ha spiegato che “nelle immagini apparse su alcune testate giornalistiche il corpo estraneo veniva ritratto in primo piano e su uno sfondo chiaro (il singolo piatto di carta, ndr)”, di conseguenza in una situazione “assolutamente differente rispetto a quella in cui ha operato la dipendente”. Il giudice, inoltre, ha anche sottolineato che la società “nonostante il rinvenimento del primo corpo estraneo e nonostante il fatto che i contenitori provenissero dallo stesso centro cottura, non ha bloccato la somministrazione degli alimenti”.

In conclusione, “tenuto conto del frammento, di piccole dimensioni, della quantità di prodotto in cui questo si poteva trovare (tutt’altro che modesta), nonché della quantità di lavoro da svolgere e della ristrettezza dei tempi” non si può ravvisare “a valle un comportamento di rilievo disciplinare”. Secondo il giudice, infine, la “peculiarità della vicenda giustifica la compensazione delle spese nella misura della metà”.

Il sindacato Ugl

La sentenza, secondo Annarita Crudo, sindacalista dell’Ugl dimostra che i lavoratori della Markas sono “persone oneste”. Il Tribunale di Brindisi è chiamato a pronunciarsi sul secondo licenziamento legato alla stessa vicenda, conseguente al ritrovamento del frammento del millepiedi.

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