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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Vietata manifestazione a Restinco, c'è un ordine del Viminale per le questure italiane

RESTINCO (Brindisi) – “Ordine di diniego” per la manifestazione pacifica di Emergency (gruppo di Torre Santa Susanna) organizzata a partire dalle 10.30 nei pressi del Cie-Cara (Centro identificazione ed espulsione e Centro accoglienza richiedenti asilo) di Restinco. Il provvedimento è stato controfirmato dal questore Vincenzo Carella ma viene dal Viminale, dopo le fughe dalla tendopoli senza regole di Manduria. E’ la prima volta nell’arco dell’anno che una manifestazione, seppure consentita fino all’ultimo, venga cancellata.

RESTINCO (Brindisi) - "Ordine di diniego" per la manifestazione pacifica di Emergency (gruppo di Torre Santa Susanna) organizzata a partire dalle 10.30 nei pressi del Cie-Cara (Centro identificazione ed espulsione e Centro accoglienza richiedenti asilo) di Restinco. Il provvedimento è stato controfirmato dal questore Vincenzo Carella ma viene dal Viminale, dopo le fughe dalla tendopoli senza regole di Manduria. E' la prima volta nell'arco dell'anno che una manifestazione, seppure consentita fino all'ultimo, venga cancellata.

E non si può nemmeno dire che la questura di Brindisi sia refrattaria a questo come a qualsiasi genere di decine di manifestazioni che si svolgono sul territorio ogni anno. A dire il vero nell'arco di oltre un decennio non saranno più di quelle che potreste contare sulle dita di una mano le manifestazioni negate. Tre nell'arco di undici anni, per l'esattezza. Al massimo si procede con alcune prescrizioni: la modifica di alcuni percorsi, il cambio di alcune strade, ma la questura concede a tutti i promotori di iniziative di esprimere le proprie opinioni.

Ma il momento è particolare e bisogna seguire le indicazioni del ministero, che sono diventate molto restrittive. Un Cpa (centro di prima accoglienza) è differente da un Cie, come quello di Restinco, dove da mesi non si dormono notti tranquille per la presenza - in particolare - di un gruppo di una quarantina di tunisini, agguerriti, capaci di radere al suolo le strutture nell'arco di una notte, sparacchiare qua e la contro le forze dell'ordine a mo' di lanciafiamme bottiglie d'alcol, buttare giù muri, scavalcare recinzioni di quasi sei metri, compiere atti di autolesionismo, e che potrebbero in buona parte provenire dalle loro patrie galere aperte con la caduta del presidente Ben Alì.

Tutt'altro rispetto agli "zuccherini" usciti in massa dalla tendopoli di Manduria gridando "Viva l'Italia". Per questo, nonostante il pranzo al sacco per una manifestazione programmata per durare fino al pomeriggio, niente pasta al forno a Restinco. Meglio soprassedere, cosa su cui alla fine hanno convenuto la spicciolata di ragazzi arrivati con i migliori dei propositi: "L'unica colpa di queste persone è quella di fuggire da una guerra, da persecuzioni, da carestie e povertà", poi forse hanno compreso di aver sbagliato obiettivo perché nel Cie di Restinco c'è tutt'altro.

Ritirata con qualche rimbrotto da parte dei convenuti costretti a rimandare la gita per "la chiusura del centro di Restinco" in altro sito. Ma il mare offriva prospettive certamente più allettanti di domenica. E quindi si rivela un flop la prima tappa verso la mobilitazione unitaria della rete antirazzista pugliese in programma per sabato 9 aprile davanti alla tendopoli di Manduria.

C'era una volta il turismo sessuale, dopo la morte di Sara Scazzi siamo passati al necroturismo, in tempi di drammi dell'immigrazione non poteva mancare l'etno-turismo della domenica.Fortunatamente la notte scorsa, mentre i migranti di Manduria correvano tra le campagne, a Restinco non andava in onda nessuna scena di guerriglia, dormivano tutti tranquillamente.

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