Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Strada oratorio: 13 indagati a Villa Castelli, pure il sindaco

Avviso di conclusione notificato dopo la riunione di due filoni: contestati abusi edilizi e turbativa d'asta per una strada che conduce all'oratorio e abuso d'ufficio e usurpazione di funzione per protesti privi di autorizzazione

La sede del Comune di Villa Castelli

BRINDISI – Due filoni di indagine riuniti in uno sino ad arrivare a 13 indagati a Villa Castelli, Comune di nuovo finito sotto la lente di ingrandimento della Procura che ha chiuso le inchieste contestando quattro ipotesi di reato nei confronti del sindaco, di dirigenti del Municipio tra ex segretari generali e funzionari degli uffici Tecnico ed Anagrafe e imprenditori edili, coinvolti a diverso titolo nelle vicenda della realizzazione di una strada per l’oratorio e dei protesti.

Vitantonio CaliandroGli avvisi di conclusione sono stati notificati a: Vitantonio Caliandro, primo cittadino di Villa Castelli (nella foto accanto); Francesco Lanza, titolare di un’impresa edile; Salvatore Carluccio, titolare di un’impresa  che opera sempre nel settore edile; Enzo Americo, Giovanni Garganese, Angelo Venneri, Cosimo Siliberto, Giuseppe Urgese, tutti funzionari dell’Amministrazione comunale, in forza al settore Tecnico.

Nei loro confronti il procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi contesta le ipotesi di turbativa d’asta e abuso d’ufficio in relazione alla costruzione di una bretelle di collegamento per raggiungere la struttura dell’oratorio, caso che sarebbe stato sollevato da alcuni gruppi di opposizione, con riferimento al periodo di tempo compreso tra aprile 2014 e marzo dell’anno successivo.

Sono indagati e hanno ricevuto l’avviso di conclusione anche: Oreste Colio, Maria Rosaria Viceconte, Giacomo Vito Epifani e Francesco Muolo, in relazione all’incarico di segretario e vice segretario del Comune negli anni passati, a far data da 1994 sino al 2015, e poi Francesco Muolo (omonimo dell’altro) dirigente dell’ufficio Anagrafe del Comune di Villa Castelli.  In questo caso, per gli indagati le ipotesi di reato sono usurpazione di funzione e abuso d’ufficio in relazione ai protesti che sarebbero stati posti in essere senza la prescritta autorizzazione perché scaduta e non rinnovata.

Il procuratore aggiunto Nicolangelo GhizzardiIl titolo autorizzativo risalirebbe al lontano 1994, ma i protesti sono andati avanti nel tempo sino ad arrivare al mese di luglio 2015, periodo al quale si ferma la contestazione. Gli avvisi di conclusione delle indagini firmati dal pm Nicolangelo Ghizzardi (in foto) sono stati notificati nella giornata di ieri, martedì 13 giugno, dai finanzieri di Francavilla Fontana ai quali è stata delegata l’acquisizione di una serie di documenti dagli uffici del Municipio. Sereno si dichiara il primo cittadino, Vitantonio Caliandro, il quale ha rinnovato incarico difensivo all’avvocato Roberto Palmisano. Tra i difensori degli indagati anche l’avvocato Alberto Magli.

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