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Violenza sessuale e maltrattamenti: un arresto e un divieto di avvicinamento

Maltrattamenti e violenza sulle donne: eseguite due misure cautelari dalla polizia. Una nei confronti di un 41enne e l'altra nei confronti di un 70enne della provincia di Brindisi

BRINDISI - Maltrattamenti e violenza sulle donne: eseguite due misure cautelari dalla polizia. Una nei confronti di un 41enne di origini baresi, ma domiciliato in città per maltrattamenti e reiterate lesioni provocate alla propria convivente e l’altra nei confronti di un 70enne della provincia di Brindisi per violenza sessuale ai danni di una giovane donna.

Il primo, come già accennato, si è reso protagonista di una serie di ripetuti comportamenti violenti e vessatori nei confronti della convivente, provocandole in varie occasioni anche lesioni con conseguente ricorso ai sanitari. I fatti si sono verificati fino a novembre scorso. In seguito alle indagini condotte dagli agenti della Squadra mobile di Brindisi, diretta dal vice questore Antonio Sfameni, il giudice per le indagini preliminari ha emesso una misura coercitiva nei confronti dell’uomo di divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, mantenendo una distanza di almeno 500 metri dalla stessa e dall’abitazione di quest’ultima, con divieto assoluto di comunicare con la predetta anche in forma scritta, a mezzo del telefono e della rete internet.

Il secondo caso che riguarda il 70enne della provincia di Brindisi risale all’agosto del 2015:  l’uomo ha compiuto atti sessuali con una giovane donna che, oltre a essersi opposta “risulta affetta da una patologia che la pone in una condizione di particolare vulnerabilità rispetto a chi volesse approfittarsi di lei”. In seguito alle indagini della Mobile è stata emessa nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

“Nonostante gli sforzi fatti nel tempo per propugnare la parità dei sessi e le continue campagne sul delicato e purtroppo sempre attuale tema della violenza sulle donne, i casi di femminicidio non si arrestato e quest’ultimo è un termine ormai tristemente entrato nella quotidianità – si legge in un una nota inviata agli organi di informazione dalla Squadra mobile di Brindisi - anche se il ruolo della donna nella società moderna di oggi è riconosciuto ed apprezzato, i casi di violenza sessuale, di aperta molestia, i maltrattamenti, gli atti persecutori non diminuiscono e non accennano ad essere banditi e spesso sono anche oggetto di una sorta di giustificazione, soprattutto quando avvengono tra le mura domestiche, che rende difficoltoso addirittura riuscire a scoprire i casi che giornalmente si consumano”.

“Le denunce non sono mai tantissime e ciò per i motivi più svariati: il terrore delle vittime di una ritorsione, preoccupazione di sciogliere un vincolo familiare o relazionale cui si tiene particolarmente nonostante le umiliazioni e vessazioni, timore di perdere i figli e tanto altro. L’assenza di qualificate notizie di reato rende quello della violenza sulle donne un dato incompleto, spesso fuorviante e genera un rilevante “dark number” risultante, per l’appunto, dalla sproporzione tra dato reale del fenomeno ed episodi riportati alle Forze di Polizia ed alle Autorità Giudiziarie. In questo settore tanto fanno però le unità specializzate della Polizia di Stato che, attraverso operatori qualificati e dotati di particolare sensibilità ed esperienza nel settore, riescono ad affrontare difficili percorsi investigativi fatti di delicati approcci con le vittime che, solo se accolte in un ambiente favorevole, riescono ad aprirsi ed a fornire quei dettagli che, seppur sgradevoli e dolorosi per le stesse interessate, risultano di assoluta rilevanza per le indagini e per la cristallizzazione di quel quadro probatorio assolutamente necessario per determinare un intervento, investigativo e giudiziario, che possa garantire al meglio le persone offese dalla tipologia di reati in argomento”.

"Lo stesso Capo della Polizia, in una sua recente direttiva, ha sensibilizzato tutte le articolazioni della Polizia di Stato a porre una maggiore attenzione a tutti quegli indicatori che possono rivelare comportamenti di natura violenta e vessatoria nei confronti di quelle categorie di soggetti rientranti nelle ccdd. fasce deboli proprio per la particolare vulnerabilità che le contraddistingue".

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