Durante violenta lite in famiglia aggredisce il nipote con un piccone

Una pattuglia di carabinieri evita il peggio a San Donaci: bloccato a fatica, disarmato e arrestato un uomo di 46 anni. Lievemente ferito uno dei militari

SAN DONACI – Una violenta lite, in cui si è rischiato che ci scappasse il morto o il ferito grave, è stata sedata dai carabinieri di San Donaci, che sono riusciti a disarmare ed arrestare uno dei due contendenti prima che avvenisse l’irreparabile. Al momento la persona arrestata, Francesco De Mitri di 46 anni, dovrà difendersi nel corso dell’udienza di convalida davanti al giudice delle indagini preliminari dall’ipotesi di tentato omicidio nei confronti di un nipote di 18 anni.

L’episodio è avvenuto attorno alle 17 di lunedì 17 giugno. Una pattuglia dell’Arma locale è stata chiamata all’intervento nell’abitazione dove De Mitri e il nipote convivono. Sembra che tutto abbia avuto inizio dalla contestazione mossa dallo zio al giovane, il quale aveva chiesto ai nonni 30 euro. Tra i due si sono scatenate accuse reciproche: l’uno rinfacciava all’altro di essere tossicodipendente, e De Mitri sosteneva che il 18enne coltivasse piantine di marijuana.

De Mitri Francesco classe 1972-2

Dalle parole si è passati ai fatti. Lo zio ha ricevuto un pugno in pieno volto dal nipote, che gli ha procurato una lacerazione ad uno zigomo, e si è allontanato sanguinante e in preda all’ira. In quel frangente, uno dei carabinieri che tentavano di separare i due, riceveva al viso un violento schiaffo che il ragazzo aveva destinato allo zio.  Quest’ultimo, in realtà, si era allontanato solo per armarsi. Infatti tornava ben presto in campo ma impugnando un piccone e un coltello da cucina, e dirigendosi verso il nipote, con lo scopo di colpirlo.

Non è stato facile per un altro dei carabinieri intervenuti bloccare Francesco De Mitri, mentre contemporaneamente intimava al ragazzo di scappare, strappare il piccone dalle mani dell’aggressore e lanciarlo in strada, sotto una vettura in sosta. Alla fine De Mitri è stata ammanettato, e su disposizione del pm di turno è stato condotto nel carcere di Brindisi. Dieci i giorni di prognosi assegnati al carabiniere colpito per errore, con diagnosi di trauma cranio-cervicale.

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