Mariachiara Carelli: vale la pena vivere per la vaniglia

La storia della giovane pasticcera partita dalla Puglia per approdare nella famiglia di chef Filippo La Mantia a Milano

VILLA CASTELLI - Non riesce a creare dolci che non le piacciono perché in ogni sua ricetta ci mette gusto, umore, anima, creatività ma, soprattutto, tecnica, perché “in pasticceria se sbagli il bilanciamento è finita”. Carismatica, determinata, ad appena 25 anni (festeggiati il 4 aprile scorso nell’isolamento milanese per l’emergenza Covid), Mariachiara Carelli ha ben capito che c’è un’altra vita oltre il bignè. Dal diploma all’istituto Alberghiero preso nella vicina Ceglie Messapica fino all’accademia di pasticceria di Luca Montersino (perfetto trait d’union tra l’alta pasticceria e le nozioni chimiche). Nel mezzo una serie di corsi di specializzazione, un blog, un contratto a tempo indeterminato a cui ha rinunciato senza rimpianto ed un annuncio su facebook visto quasi per caso che le ha cambiato radicalmente la vita, permettendole di essere dal 12 gennaio scorso nella grande famiglia del ristorante “Oste e Cuoco” di Filippo La Mantia a Milano, il noto chef siciliano dal 2015 in piazza Risorgimento con tre piani di una location suggestiva, dal concept innovativo e il design curato dall’architetto Lissoni.

CROSTATINA CHIARA-2

“Sono stati giorni di inferno – spiega Mariachiara Carelli – tra colloquio, la prova, tre aerei, le valigie, la casa da trovare, che hanno dato vita ad un’esperienza fantastica che cerco ogni giorno di realizzare. Il primo grazie lo devo, soprattutto, a mamma Francesca che da bambina mi faceva giocare con la pasta frolla, al suo amore per i dolci che ha dovuto sacrificare per fare altri lavori. Penso che avrebbe fatto molta fortuna con la sua pasta di mandorla. Ricordo ancora la mia prima ciambella, per il mio quarto compleanno all’asilo, era tutta bruciata ma era la mia torta ed ero felice e so che, anche, la mia famiglia è felice per il percorso e le scelte che ho fatto. Volevo andare a Milano, mi sono trovata nella Milano peggiore sognando la Milano migliore ma so che ce la faremo”.

PRIMO DOLCE CHIARA-2

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Nel creare le sue bontà, Mariachiara Carelli si ispira a Cédric Grolet, il pasticcere francese più famoso al mondo per le sue opere di zucchero, tanto insolite quanto precise ma ognuna con la propria identità: “Precisione, tecnica e sapere sono alla base della pasticceria – continua la Carelli – forse per questo oggi mi ritrovo a lavorare in un ristorante e con una squadra dove c’è il giusto rigore ma anche tanta condivisione e senso di famiglia. Siamo quasi tutti del sud, siciliani, napoletani, io unica pugliese e non è stato facile vivere la quarantena lontano da casa ma Filippo La Mantia è stato un padre di famiglia in queste settimane di lockdown, la stessa premura che ha quando lavoriamo al ristorante: dare l’idea di casa, darci fiducia così come farebbe un padre."  Ed i prossimi 25 anni? “Non so dove sarò ma sicuramente ci saranno i dolci, li porterò sempre con me” (mostra le braccia, ha un cupcake e una sac à posh tatuati in attesa di fare il terzo, la vaniglia).

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