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“Affari & politica: Pd rifletta”

BRINDISI - “Gli accadimenti politici che negli ultimi giorni hanno coinvolto il Pd devono imporre una riflessione seria, non esclusivamente confinata alla città di Bari ma di respiro sicuramente regionale se non addirittura nazionale”. E’ quanto sostiene Gianluca Zurlo, responsabile Decentramento Pd Puglia (Area Dem Puglia). “La corruzione e il malaffare - afferma Zurlo - che negli ultimi mesi hanno attanagliato l'alveo politico in tutta Italia, sono frutto di una nuova stagione nella quale le lobby imprenditoriali, non solo hanno esercitato pressioni a tutti i livelli politici, ma sono riuscite a farsi esse stesse politica”.

BRINDISI - "Gli accadimenti politici che negli ultimi giorni hanno coinvolto il Pd devono imporre una riflessione seria, non esclusivamente confinata alla città di Bari ma di respiro sicuramente regionale se non addirittura nazionale". E' quanto sostiene Gianluca Zurlo, responsabile Decentramento Pd Puglia (Area Dem Puglia). "La corruzione e il malaffare - afferma Zurlo - che negli ultimi mesi hanno attanagliato l'alveo politico in tutta Italia, sono frutto di una nuova stagione nella quale le lobby imprenditoriali, non solo hanno esercitato pressioni a tutti i livelli politici, ma sono riuscite a farsi esse stesse politica".

"Il Partito Democratico - prosegue - è nato con l'obiettivo di arginare quella deriva di interessi imprenditoriali della quale la politica, a causa anche del berlusconismo, è ancora pervasa, tuttavia oggi deve impegnarsi ancor più a persuadere gli interessi lobbistici a rimanere fuori dall'agone politico. In puglia - sottolinea Zurlo - non ci si può limitare a discutere su come alcuni esponenti del nostro partito hanno contribuito a coinvolgere imprenditori nel ricoprire cariche istituzionali, deve invece essere lo stesso Partito Democratico a fare autocritica e a porsi come simbolo di un nuovo corso partitico, politico e amministrativo".

"Michele Emiliano, cosí come Nichi Vendola, è stato portatore di una nuova stagione, partita nel 2004 nella città capoluogo e perpetrata in maniera forte in tutta la Regione, che ha contribuito in maniera determinante alla formazione di una nuova classe dirigente del centrosinistra. Nel 2010 molti hanno richiamato il rischio che si correva nel candidare imprenditori conflittualmente interessati anche nelle fila del centrosinistra e, parallelamente all'inasprirsi degli effetti della crisi sui cittadini, i costi della politica e le vicissitudini che ne hanno fatto emergere le anomalie, hanno sfibrato ancora di più la fiducia nei partiti".

Quindi le conclusioni: "Il mea culpa delle ultime ore rende onore al sindaco di Bari. Il Partito Democratico, tuttavia, deve essere capace non solo di esprimere solidarietà ad Emiliano, e di proporre (giustamente e finalmente) leggi sul conflitto d'interesse e sulla corruzione, ma deve anzitutto interrogarsi e proporre soluzioni sulla formazione della classe dirigente, senza dare per scontato l'utilizzo di strumenti di partecipazione democratica, come le primarie, perché essi, nel sud ancor più che al nord, possono essere intaccati da interessi non sempre legittimi e legali. Deve inoltre lanciare segnali forti sul tema della trasparenza dei costi della politica e dei partiti perché è da questa che può ripartire un nuovo patto di fiducia con i cittadini".

"Se l'Italia sembra ancora quella corrotta che Calvino vedeva abitata da gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto, il Partito Democratico deve pretendere di formare dirigenti che siano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare e a cercare le soluzioni più adeguate per ridare valore dignità e legalità alle Istituzioni".

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