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Domenica, 14 Aprile 2024
Politica

Eolico offshore, Fdi: "Stavolta il territorio non tergiversi e si mostri compatto"

Anche capogruppo Massimiliano Oggiano e il commissario cittadino Cesare Mevoli a sostegno della proposta del presidente del Cna

BRINDISI - Anche Massimiliano Oggiano e Cesare Mevoli, rispettivamente capogruppo in consiglio comunale e commissario cittadino di Fratelli d’Italia Brindisi, appoggiano la proposta avanzata dal presidente del Cna Brindisi, Franco Gentile, di fare di Brindisi un polo nazionale dell’eolico offshore. Il sì di Fdi si unisce al sostegno già manifestato dal Pd, dai consigliere regionali Bruno e Vizzino e dal deputato Gianluca Aresta (Movimento 5 stelle). 

“La possibilità che Brindisi diventi un punto di riferimento a livello nazionale per la realizzazione di impianti eolici offshore, ipotizzata dal presidente della Cna Gentile – affermano Oggiano e Mevoli in una nota -  è pienamente condivisibile e mette tutta la comunità brindisina nelle condizioni, questa volta, di non tergiversare e di dire con chiarezza se è favorevole ad una svolta energetica che guardi alle fonti rinnovabili in maniera concreta ed immediata”.

“Brindisi - proseguono - ospita nel suo territorio insediamenti industriali che abbracciano il litorale sud, fino ad arrivare alla centrale termoelettrica Federico II di Cerano. E’ evidente che lo specchio di mare antistante, non fruibile a livello ricettivo, può diventare la sede ideale per parchi eolici offshore. In questo modo, tra l’altro, si aprirebbero delle chiare prospettive per il tessuto imprenditoriale brindisino e, di conseguenza, dei notevoli ritorni in termini occupazionali”. 

“Questa volta, però – rimarcano Mevoli e Oggiano - bisognerà trovare la forza ed il coraggio per candidarsi, inserendo nel biglietto da visita territoriale una piena condivisione di istituzioni locali, associazioni datoriali e organizzazioni dei lavoratori. Ovviamente ci si attende un cambio di rotta rispetto al più recente passato: Brindisi questa volta non deve essere solo il territorio da sacrificare con gli insediamenti, ma abbia come contropartita la presenza di una filiera produttiva di realizzazione e manutenzione di quanto si andrà a realizzare”. 

“Tutto questo – si legge ancora nella nota - allo scopo di scongiurare il rischio che, come accaduto per altri investimenti, si riaffacci prepotentemente la ‘politica del no’. La stessa che oggi fa finta di non sapere che la centrale di Cerano sta producendo a pieno regime, con l’utilizzo di grandi quantità di carbone. La svolta reale in favore dell’ambiente si potrà ottenere solo facilitando i processi autorizzativi degli impianti da fonti rinnovabili. Ecco perché Brindisi questa volta non dovrebbe avere timori nel candidarsi in maniera unitaria sul fronte di un ‘si’ convinto”. 

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