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Ok al piano opere pubbliche 2023-25: "Priorità a scuole, strade e impianti sportivi"

Documento approvato dal consiglio comunale, con i voti a favore anche da parte del Pd e di Riccardo Rossi. Netta contrarietà del Movimento 5 stelle

BRINDISI – Scuole, strade e impianti sportivi. Queste le priorità fissate nel piano triennale delle opere pubbliche 2023-2026 che è stato approvato stamattina (mercoledì 5 ottobre) dal consiglio comunale di Brindisi, con parziale convergenza fra maggioranza e opposizione. Il documento è infatti passato con 27 voti a favore (inclusi quelli del Pd e dell’ex sindaco Rossi), due voti contrari espressi dai consiglieri del Movimento 5 stelle (Roberto Fusco e Pierpaolo Stripoli) e tre astensioni. 

In parte l’amministrazione guidata dal sindaco Marchionna ha dovuto ricalcare gli atti di indirizzo ereditati dalla precedente amministrazione comunale, facendo i conti con risorse estremamente esigue. “Più che un programma di opere triennali – dichiara ai giornalisti l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianluca Quarta - questo è quasi un bollettino di guerra. Essendo subentrati ad anno in corso d’anno – spiega ancora Quarta – ci siamo limitati ad un elenco molto ristretto delle opere necessarie, preferendo dare priorità alle scuole, a una parte del sedime stradale e all’impiantistica sportiva. Durante il prossimo anno, in virtù di quello che accadrà con la prossima finanziaria, con calme potremo fare valutazioni diverse”.

Il consigliere Roberto Fusco esprime massima contrarietà nei confronti di un piano che a suo dire “certifica il fallimento di questa amministrazione”. Fusco pone l’accento sull’esiguità delle risorse disponibili e dà uno sprone per il futuro. “L’atteggiamento da ultimi di Brindisi - afferma - deve assolutamente cessare. Brindisi merita la massima attenzione. Se non abbiamo risorse aggiuntive per almeno 10-15 milioni, non ne usciamo”. 

Quello stipulato con il governo per la rimodulazione del piano di rientro del debito, sempre a detta di Fusco, non è un “Patto per Brindisi” (per Fusco si tratta in realtà di un "Patto contro Brindisi"): “E’ un patto scandaloso che stringe ancora di più il cappio che sta stringendo la città di Brindisi, così come da brindisino non avrei mai accettato che la più grande centrale a carbone d’Europa fosse intitolata a Federico II”.

Bocciato con 20 voti contrari e 12 favorevoli un emendamento proposto dal Pd finalizzato all’inserimento nel piano triennale di opere pubbliche dell’abbattimento del rudere in viale Leonardo da Vinci, al quartiere Sant’Elia, per la realizzazione di un playground, e di un’area di sicurezza per studenti per fermata e sosta dei bus in via Nicola Brandi. 
 

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