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Domenica, 23 Gennaio 2022
Politica

Bocciata legge sulla doppia preferenza

BARI - “Davvero un’occasione mancata. Il voto negativo sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la doppia preferenza avrebbe potuto essere davvero un varco di luce nel buio della politica”. Questo il commento del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dopo la bocciatura, in aula consiliare, della proposta di legge di iniziativa popolare 50/50 presentata con 30mila firme.

BARI - "Davvero un'occasione mancata. Il voto negativo sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la doppia preferenza avrebbe potuto essere davvero un varco di luce nel buio della politica". Questo il commento del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dopo la bocciatura, in aula consiliare, della proposta di legge di iniziativa popolare 50/50 presentata con 30mila firme.

"La casta del maschile inibisce qualunque percorso di autoriforma - ha continuato Vendola - si intende che la politica debba continuare ad essere un mestiere maschile e che le istituzioni debbano avere soltanto una presenza ornamentale di donne. Il consiglio regionale pugliese, che fotografa la realtà di una democrazia mutilata con i suoi 67 consiglieri maschi e le 3 consigliere donne, avrebbe davvero avuto l'occasione di un gesto forte di riparazione".

Per Vendola "l'iniziativa invece di alcuni consiglieri del centrodestra ha consentito di mettere in campo il voto segreto e cioè il rifugio della viltà dove si è nascosta ancora una volta la politica del conformismo e della conservazione". "Sono sicuro - ha concluso Vendola - che la battaglia delle donne continuerà e che l'assedio che la libertà femminile darà al nostro consiglio regionale potrà produrre un atto di risipiscenza".

L'assessore Elena Gentile ha commentato duramente la bocciatura della legge di iniziativa popolare per la quale sono state raccolte ben 30.000 firme coinvolgendo trasversalmente l'intero apparato politico da destra a sinistra."Penso con amarezza a quei trentamila cittadini e cittadine che hanno creduto ancora una volta nella democrazia, nelle istituzioni, e perché no, nei partiti che, contrariamente a quanto raccontato dalla vulgata del momento che li vuole chiusi e arroccati nelle proprie posizioni potere, hanno condiviso e sostenuto quella straordinaria esperienza di democrazia e partecipazione».

"Centinaia di volontarie e volontari delle associazioni, dei comitati di pari opportunità, oltre a consigliere provinciale e regionale di parità, hanno contribuito - continua l'assessore regionale al Welfare - a riconnettere i cittadini con la buona politica, con quella politica che difende e tutela i diritti soprattutto dei soggetti più deboli".

Oggi "il consiglio ha vissuto una delle pagine più deludenti della sua storia. La richiesta di espressione di voto segreto da parte di alcuni consiglieri di centrodestra è stato un vero e proprio sabotaggio nei confronti dell'intera assemblea che avrebbe voluto esprimere a viso aperto il proprio parere. Ma non basta. Oggi quella parte di aula ha dimostrato che il femminicida ha tanti volti il volto di chi non rinuncia ad esercitare in esclusiva il potere politico ed istituzionale portando indietro le lancette della storia".

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