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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Ciullo: “Con me sindaco, fuori gli indagati e nessun clientelismo, obbligo di firma del codice etico”

Primo messaggio del candidato in pectore per il centrodestra, con Fi, Lega e centristi: “Non capisco per quale motivo Errico e la sindaca non abbiano preteso l’adesione dei consiglieri e degli assessori”

BRINDISI – “Si fa il nome come possibile candidato sindaco per il centrodestra, una cosa deve essere chiara sin da subito: le forze politiche e i singoli che intendono sostenermi devono firmare un codice etico, peraltro già esistente al Comune di Brindisi ma misteriosamente non firmato dagli ex consiglieri e assessori, e non devono avere pendenze penali per reati contro la pubblica amministrazione. Passo obbligatorio per garantire trasparenza, lealtà e governabilità con i fatti e non a parole”.

Il municipio di Brindisi

Il primo video da candidato sindaco

Il messaggio video, non brevissimo (dura undici minuti), arriva dall’avvocato Massimo Ciullo, il cui nome ha ricevuto la benedizione via Facebook dal leader della Lega, Matteo Salvini, nella corsa in direzione di Palazzo di città, per poi essere consegnato agli alleati del centrodestra, ricompattato attorno a Forza Italia. Con il Partito repubblicano di Giovanni Antonino e con i centristi, gli ex sostenitori della sindaca Angela Carluccio, oltre che con i movimenti da sempre vicini al civilista, come quello sovranista di Cesare Mevoli e il Più 39.

Ciullo parla per la prima volta, pubblicamente, anche ricorrendo ai social, dell’ipotesi di candidatura a distanza di qualche giorno dall’accordo siglato a Brindisi per la riunione delle forze politiche di centro e di destra, con l’obiettivo di costituire un grande polo alternativo alla sinistra che ieri, con il Pd e Brindisi Bene Comune ha fatto sapere di volere liste pulite. Liste senza imputati, né indagati.  

Il codice etico

L’avvocato, mettendo un chiaro il proprio pensiero, va oltre, perché chiede la firma del Codice etico, dopo aver personalmente condotto una mini indagine negli uffici di Palazzo di città, alla ricerca di quelle regole e dei doveri per tutti – assessori e consiglieri comunali -  di cui aveva memoria, perché sfornato dall’ex sindaca Carluccio, con il notaio Michele Errico nel ruolo di garante. Era l’11 agosto 2016 e nessuno poteva immaginare che a distanza di poco, Errico avrebbe rotto con la prima cittadina, rassegnando l’incarico che aveva ricoperto sin dalle primarie interne alla coalizione. Misero nero su bianco il divieto di esercitare pressioni e di pratiche clientelari, prevedendo anche sanzioni.

“Ogni forza politica e ogni singolo che intende candidarsi a sostegno della mia persona, deve firmare quel codice e deve farlo subito. Il Codice, inoltre, sarà sottoposto all’approvazione della prima seduta delle Assise”, dice Ciullo. “Soggetti che hanno pendenze per reati contro la Pubblica Amministrazione non possono e non devono candidarsi: non sono ben accetti, potranno andare altrove”. Ma non Massimo Ciullo come candidato sindaco. “Perché Brindisi  deve tornare alla legalità”.

Angela Carluccio e Michele Errico-2

Gli interrogativi

Forza Italia e i centristi cosa risponderanno? Fi ha sempre avversato i centristi di Angela Carluccio, con Mauro D’Attis in testa, al quale Ciullo rivolge una domanda: “Tu quel Codice l’hai firmato?”. Stessa domanda è stata rivolta a Riccardo Rossi di Bbc, nome attorno al quale stanno dialogando il Pd e Articolo Uno. Identico interrogativo è stato posto ai consiglieri uscenti dei Cinque Stelle: “Visto che loro lo hanno sbandierato in altre parti d’Italia. E a Brindisi?”. Si rivolge anche a Nando Marino e Pasquale Luperti, entrambi uscenti. Attende risposte, l’avvocato. Mentre i partner della Lega con Salvini e dei movimenti di destra dovrebbero esprimersi ufficialmente sulla candidatura di Ciullo a sindaco per l’intera coalizione.

I presunti misteri

Intanto l’avvocato sembra rivolgersi alla stessa ex sindaca e al notaio, nel momento in cui chiede: “Come mai il testo del codice etico non è mai stato trasmesso ai capigruppo per l’adesione?”. Carluccio, secondo indiscrezioni, potrebbe candidarsi come consigliere nella lista Brindisi prima di tutto, per cui per Ciullo dovrebbe essere più facile ottenere la risposta. Sostiene che quel “difetto” di notifica, a voler riprendere il linguaggio che più gli appartiene, sia stato accertato da una verifica negli uffici del Comune di Brindisi, condotta in mattinata. E aggiunge: “Se l’ignavia deve essere giustificazione, allora non quelle le persone idonee ad amministrare”.

Sostiene anche nel testo all’epoca trasmesso alla stampa e pubblicato da BrindisiReport, il riferimento ai consiglieri comunali non ci sia. Come si spiega l’omissione? Sempre se è vero che Carluccio è nella sua coalizione, potrà ottenere chiarimenti al mistero denunciato nel primo video da candidato sindaco. Forse avrebbe potuto già farlo sul tavolo del centrodestra.

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