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Mimmo Consales

Mimmo Consales

Consales: «Mai preso soldi sporchi»

BRINDISI - «Ho commesso una leggerezza, ma non ho mai preso soldi sporchi». L’autodifesa di Mimmo Consales dura quasi un’ora, ma si può condensare in una frase. Il sindaco respinge le ipotesi di reato formulate dai pm De Nozza e Toscani, riciclaggio e abuso d’ufficio, e dice: «Vado avanti, pur consapevole di andare incontro a grandi responsabilità e grandi rischi».

BRINDISI - «Ho commesso una leggerezza, ma non ho mai preso soldi sporchi». L'autodifesa di Mimmo Consales dura quasi un'ora, ma si può condensare in una frase. Il sindaco respinge le ipotesi di reato formulate dai pm De Nozza e Toscani, riciclaggio e abuso d'ufficio, ma è evidente che l'avviso di garanzia per le somme versate in contanti ad Equitalia ha lasciato il segno: il primo cittadino parla lentamente e senza mai alzare la voce, ha accusato il colpo, ma chiede una seconda chance, per dimostrare di essere pulito e per portare a termine il suo lavoro. Consales parla e non si sottrae a nessuna domanda. È un fuoco di fila, in sala non vola una mosca, e giornalisti infieriscono con eleganza e senza scorrettezza, ma lui non scappa.

Ecco tutte le risposte del sindaco ai quesiti che i giornalisti gli hanno rivolto nella più delicata conferenza stampa che si sia mai tenuta a Palazzo di Città, convocata «per spiegare ai brindisini come stanno le cose e di cosa si sta parlando», cioè di una storia iniziata nel 1982 con la società Nuova Idea di cui Consales era socio con una quota inferiore al 10%. La società fallisce, ma i due amministratori risultano "impossidenti", e così lo Stato chiede all'ex giornalista di farsi carico di un debito erariale di 50 milioni di lire, che col tempo sono lievitati a 330 mila euro.

«La questione è finta in Cassazione e io ritengo di non dover pagare quella somma. Ho chiesto la sospensione del debito, ma mi è stato detto che non era possibile».

Perché ha pagato in contanti?

«È stata una leggerezza, ma non immaginavo queste conseguenze, anche perché avevo sottoscritto la dichiarazione di responsabilità ad Equitalia. Quanto alla provenienza del denaro, penso che una persona come me, e con il mio reddito, possa avere diritto a detenere una quota di denaro contante per ragioni personali che non ho assolutamente voglia di riferire. In ogni caso non ero consapevole di violare le norme».

È ovvio che la procura immagina che la provenienza di quel denaro possa essere illecita...

«Ritiene che io avrei continuato a fare il sindaco se quel denaro fosse frutto di azioni delittuose?».

Come mai per versare quelle somme si è rivolto al commercialista leccese Massimo Vergara, indagato insieme a lei e consulente della Nubile, società che ha appalti col Comune?

«Perché è un commercialista specializzato nelle domande di rateizzazione e blocco delle cartelle esattoriali. Ma per sgombrare il campo da dubbi e illazioni, voglio precisare che la ditta Nubile ha vinto gara per la gestione per 15 anni del ciclo dei rifiuti, gara bandita dall'amministrazione Mennitti e portata a termine dal commissario prefettizio, non da me. E ricordo che noi abbiamo presentato ricorso al Tar contro l'ordinanza della Regione che imponeva di portare i rifiuti baresi nella discarica di Nubile. Da me e da questa amministrazione non ci sono mai stati affidamenti diretti o vantaggi per questa azienda. Quanto al commercialista, non potevo certo chiedergli se aveva qualche cliente che potesse generare conflitti di interesse o problemi di questo genere».

Possibile che un commercialista così bravo non conoscesse i rischi delle norme anti-riciclaggio?

«Me lo aveva detto, ma pensavo che il rischio fosse solo una sanzione amministrativa».

Siamo al terzo avviso di garanzia. Ritiene che ci sia accanimento nei suoi confronti?

«È giusto che la magistratura controlli di più chi si trova a capo di un ente, rispetto ad un normale cittadino. Non penso ad un complotto. L'avviso di garanzia non è un attacco ingiustificato. È giusto che chi amministra una città finisca sotto le lenti della magistratura. Nessuna polemica nei confronti dei magistrati. Ero e resto garantista per gli altri, consentitemi di restarlo per me stesso. Ma le condanne le devono emettere i giudici e non i rappresentanti della politica».

Nel Pd non pare esserci univocità di pensiero in merito ala sua permanenza a Palazzo di Città. E il segretario cittadino Antonio Elefante si è dimesso, evidentemente perché voleva le sue dimissioni.

«Sono pentito di non aver permesso la presenza dei giornalisti alla riunione di maggioranza di ieri, durante cui tutti mi hanno invitato a restare. A mio avviso Elefante avrebbe dovuto fare il contrario: dimettersi da consigliere comunale e rimanere segretario cittadino del partito. Comunque il segretario provinciale ha ribadito che le decisioni le prende il partito di Brindisi e nessun altro, come è giusto che sia. E questa sera incontrerò nuovamente consiglieri, segretari, assessori, consiglieri regionali e parlamentari. Quanto a Michele Emiliano, che ho sentito questa mattina, mi ha detto "qualsiasi sarà la tua decisione, ne prenderemo atto"».

Non la imbarazza la novità politica dell'ultima ora, cioè il passaggio di Ferrarese e i suoi nel Nuovo centrodestra di Alfano?

«Ritengo che prima di fare una scelta di questo tipo Massimo Ferrarese ne parlerà con tutti. Io rispetterò la sua decisione, e comunque ci sono almeno duecento giunte che non rispondono al quadro di riferimento nazionale, se mai esista un quadro di riferimento nazionale. Io, francamente, continuo a non capirci nulla di quello che continua ad accadere in Italia.

Tornando indietro, si ricandiderebbe?

«Assolutamente si».

Consales ha aggiunto che andrà avanti perché «non possiamo lasciare la città in mano ad un commissario alla vigilia dell'approvazione del piano urbanistico generale, del piano della costa, della chiusura del ciclo dei rifiuti, della restituzione alla città di tanti beni demaniali che erano in mano ai militari. Alla vigilia dell'approvazione del bilancio e con in corso una operazione come il salvataggio della Multiservizi, che richiederà decisioni coraggiose e rischiose. Per tutte queste ragioni, pur consapevole di andare incontro a grandi responsabilità e grandi rischi, resto sindaco, ma qualsiasi sviluppo che possa creare il minimo imbarazzo alla città, mi vedrà immediatamente disposto a presentare dimissioni irrevocabili».

(fotoservizio Gianni Di Campi)

 

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