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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Guardie giurate, i Cobas si appellano al Prefetto

BRINDISI – Un incontro con il prefetto per tutelare i posti di lavoro di chi, a propria volta, deve vigilare sulla città. La richiesta è targata sindacato Cobas del Lavoro Privato che con Bobo Aprile denuncia il preoccupante aumento di contratti a tempo determinato per guardie giurate.

BRINDISI - Un incontro con il prefetto per tutelare i posti di lavoro di chi, a propria volta, deve vigilare sulla città. La richiesta è targata sindacato Cobas del Lavoro Privato che con Bobo Aprile denuncia il preoccupante aumento di contratti a tempo determinato per guardie giurate che "vengono spremuti come limoni per il periodo del contratto, per poi essere sostituiti da altri". Senza mezzi termini, Aprile lo definisce una sorta di girone dantesco in cui a rimetterci più degli altri sono i lavoratori anziani con 20/30 anni di esperienza, che non riescono a raggiungere la meritata pensione. Spesso sono sostituiti da giovani assunti che una volta ricevuto il permesso dalla locale Prefettura comprano a loro spese la pistola che serve per il lavoro e si avviano senza particolare formazione ad espletare l'attività". Il Sindacato Cobas ha richiesto un incontro con il Prefetto di Brindisi Domenico Cuttaia per esporgli la situazione che si è venuta a creare nel settore, con la speranza di scuotere un mondo in cui "gli abusi sono sempre più all'ordine del giorno". Le guardie giurate, tra l'altro - ricorda Aprile - ricevono i permessi per svolgere tale attività proprio dalla prefettura, competente in tal senso.

Ecco la lettera inviata al prefetto: "Al Signor Prefetto di Brindisi, La scrivente organizzazione sindacale Le chiede un incontro per metterla a conoscenza di una serie di episodi che riguardano gli aspetti occupazionali del settore delle guardie giurate. L'aspetto rilevante che vorremmo esporle è l'uso distorto delle leggi che regolano le assunzioni. Soprattutto i contratti a tempo determinato creano situazioni di forti ricatti sul posto di lavoro ed i cambi di personale sono dovuti più ai risparmi che le leggi consentono che ad una reale necessità dei datori di lavoro. In questa situazione sono i lavoratori più anziani che pagano perché non riescono a raggiungere la meritata pensione. Ci pare anche di rilevare che spesso i giovani assunti non hanno la necessaria professionalità per affrontare un mestiere che certo non è semplice. Sempre più spesso questi giovani solo dopo alcuni mesi di lavoro sono licenziati, mettendo in circolo sempre più armi che costituiscono un oggettivo pericolo per la comunità. Confidiamo in Lei e nella sua particolare sensibilità".

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