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“In Consiglio mozione di sfiducia alla sindaca”: Luperti raccoglie le firme

Il capogruppo dei Coerenti e Marika Rollo, dopo aver lasciato la maggioranza, passano alla testa dei contestatori dell'Amministrazione Carluccio. "Necessario il passaggio politico in Consiglio, Brindisi deve sapere: per questo dico no alle dimissioni". Arrivano le prime adesioni: Rossi, Alparone, Scarano e Pierri

BRINDISI – Dopo aver detto no al ritorno in Giunta del vice sindaco Francesco Silvestre, privato della delega ai Rifiuti, e aver rotto con i moderati e la sindaca, i consiglieri Pasquale Luperti e Marika Rollo sono passati alla testa dei contestatori facendosi promotori di una mozione di sfiducia da discutere in Assise. E votare: ne servono 17 di voti e se e solo se ci saranno tutti e 17 a sfiduciare la prima cittadina, l’Amministrazione di Angela Carluccio arriverà al capolinea con ritorno alle elezioni. I numeri, al momento, sembrano esserci visto che l’opposizione “originaria” ne conta 15 i Coerenti sono due. 

mozione sfiducia luperti-2

Per Coerenza continua l’azione della coppia Luperti-Rollo a meno di 24 ore dalle dichiarazioni pubbliche di addio condite da sfiducia politica nei confronti del progetto della Grande coalizione e nella tarda mattinata di oggi, il capogruppo ha comunicato ai colleghi esponenti dei partiti, delle liste e dei movimento presenti in Assise che lui e Marika Rollo la decisione l’hanno presa.  Vogliono sfiduciare la sindaca, ha detto nella conferenza dei capigruppo convocata dal presidente del Consiglio, Pietro Guadalupi dei Cor, anche loro in rotta di collisione con due assessori che non entrano in Giunta. Le prime firme ci sono: Rino Scarano per la lista Marino sindaco, Riccardo Rossi per Brindisi Bene Comune, Stefano Alparone per i Cinque Stelle e Rino Pierri per Ncd. Per arrivare alla votazione in Assise, ne servono 13. Quanto alla data del Consiglio, dovrà essere convocato tra il decimo e il 30esimo giorno successivo al deposito della mozione che sarà consegnata non appena arriveranno le altre firme.

Luperti e Rollo, dalle parole sono passati ai fatti per chiarire che indietro non si torna, nel caso in cui qualcuno non avesse afferrato bene il concetto spiegato di nuovo, per iscritto, partendo da una premessa snocciolata in quattro punti. Il primo: “La situazione in cui verte l’Amministrazione Comunale con ben tre provvedimenti di nomina della Giunta in sei mesi, testimonia un clamoroso disequilibrio politico/amministrativo, evidente di una produzione povera di atti significativi per una città in forte sofferenza”. Il secondo: “La crisi istituzionale è tutta da attribuire ad una opinabile conduzione amministrativa, lontana dal governo del “Sindaco” e di una “maggioranza consiliare”, ma improntata su un ambito decisionale esterno circoscritto all’area del Sindaco assolutamente estraneo al Patto di coalizione”. Il terzo: “Il costante corto circuito informativo nei confronti di coloro che coralmente devono reggere le sorti dell’Amministrazione è stato operato coscientemente con la logica del “fatto compiuto (scritto in maiuscolo, ndr)”, visto come deterrente per i riottosi. Il quarto: “Il programma della coalizione, approvato dai cittadini, viene del tutto disatteso. Anzi, si opera in maniera contraria preannunciando aumenti di tasse e non attuando quanto promesso proprio ai cittadini in ogni settore della vita pubblica”.

A questo quadro ritenuto gravissimo e non più tollerabile i due Coerenti hanno aggiunto che   “il Consiglio Comunale non può ulteriormente assistere passivamente ad un così grave degrado nella gestione delle Istituzioni e nei risultati dell’azione amministrativa, a tutto danno della comunità e dei cittadini, il cui scoramento si coglie quotidianamente”. Per questo Luperti e Rollo chiedono la “convocazione del Consiglio Comunale, onde procedere alla votazione della mozione di sfiducia ex articolo 52 del Decreto Legislativo 267/2000 e 49 dello Statuto Comunale che formalmente presentano”.

A conti fatti i numeri ci sono. I due dei Coerenti e i 15 dell’opposizione che da giorni stanno tentando la manovra ora possibile con il fondamentale apporto di Luperti. Lui che nella recente campagna elettorale è stato più volte preso di mira dal centrosinistra e dal governatore della Puglia Michele Emiliano che ha denunciato per difendere la sua immagine e quella della sua famiglia. “Io sono coerente, il resto non mi interessa”, si limita a dire. Che altro aggiungere dopo quello che è successo nelle ultime ore? Incalzato da chi gli chiede perché ha detto no alle dimissioni da consegnare nelle mani di un notaio o del segretario generale, risponde: "Non lo ritengo corretto, credo sia necessario il passaggio in Consiglio per dare risposte alla città. E' lì che ha un inizio e una fine l'esperienza Amministrativa di una coalizione, gli icontri per pochi o peggio riservati o ancora peggio carbonari non mi piacciono".

Apprezzamenti per l'azione sono arrivati a stretto giro, in primis da Riccardo Rossi che per mesi ha prodotto interrogazioni assieme a Giuseppe Cellie: "Discussione franca e risolutiva in Consiglio comunale", ha scritto su Fb, lì da dove era partito l'invito rivolto a Luperti di firmare per le dimissioni "per liberare la città".

       

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