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Intervento/ Pd brindisino sempre più allo sbando, servono scelte coraggiose

Per la Sinistra ancora una volta, come spesso è successo in questi ultimi tempi, è costretta a denunciare lo “sbandamento” del PD cittadino, a causa della cronica mancanza di una dialettica democratica, e la flebile azione amministrativa. Allarmi ai quali, inesorabile, è seguito un silenzio assordante

BRINDISI - Per la Sinistra ancora una volta, come spesso è successo in questi ultimi tempi, è costretta a denunciare lo “sbandamento” del PD cittadino, a causa della cronica mancanza di una dialettica democratica, e la flebile azione amministrativa. Allarmi ai quali, inesorabile, è seguito un silenzio assordante.

Come iscritti e militanti del PD è forte l’imbarazzo che si prova per quanto sta accadendo nel PD cittadino, così come in quello provinciale, e che sta guadagnando l’onore (o il disonore) delle cronache. Agli occhi di chi legge, una saga delle contraddizioni che continua ad emergere in tutta la sua conflittualità che evidenzia la mancanza, da noi più volte denunciata, non solo di una visione politica  e di un programma condiviso, ma, cosa ancor più grave, della missione che dovrebbe avere il PD e che si traduce giocoforza in un’incongruenza e insufficiente trasparenza dell’agire politico.

Emerge, in tutto questo, la scarsa consapevolezza del proprio ruolo politico e della propria funzione, avendo dimenticato il mandato ricevuto.
In questo scenario di contrapposizioni, mentre i problemi della città non vengono dipanati e si aggravano le condizioni di degrado e disagio sociale, non stupisce che volino gli stracci tra chi sino all’altro ieri, dalla fase congressuale del 2013, ha condiviso metodi ed interessi senza una parvenza di consapevolezza politica sulle questioni più urgenti. Ancora una volta un confronto privo di contenuti politici e stretto su mere questioni di metodo. Sulle quali siamo stati sollecitati al fine di prendere una posizione in favore dei contendenti; ma non potendo contraddire quanto sino ad oggi professato e dichiarato, vogliamo riportare la discussione sul merito delle questioni politiche passando da un’indispensabile rinnovamento di quella classe dirigente che oggi ha dimostrato di aver fallito.

E come ulteriore grave conseguenza la debolezza dell’azione di chi nell’assise comunale dovrebbe rappresentare e difendere valori e programmi del PD. E spesso contraddittori sono stati gli interventi tra quanto discusso nelle sedi politiche e quanto poi riportato in sede amministrativa. Di fatto si è conclamato uno scollamento tra programmi e proposte discusse nei pochi direttivi del Cittadino depotenziando la funzione ed il valore dell’organismo politico.

Questa confusione schizofrenica ha fortemente condizionato la forza dell’azione amministrativa che, succube di condizionanti di “bande armate di pacchetti di voti”, documentati dal valzer degli assessori, non sta riuscendo a compiere quel percorso programmatico per il quale la maggioranza (oggi liquida!) era stata eletta. 

Un programma, quindi, di si cui sta perdendo man mano traccia. E non giova la mancanza di una chiara e decisa presa di posizione del Primo Cittadino, figura di punta del PD cittadino, ancorché autosospeso. Una maggioranza che si distingue per l’alto tasso di litigiosità e continui cambi di casacca, ennesimo esempio di trasformismo ovvero disprezzo della volontà dell’elettore il quale, nei fatti, conta “0”.

Nulla di cui stupirsi, quindi, se anche l’astensionismo delle ultime tornate elettorali raggiunge ormai livelli di guardia. Chiediamo quindi ai massimi dirigenti del PD locale un deciso e laborioso intervento attraverso atti di responsabilità affinché abbia fine questa rovinosa deriva che lascia il campo a confronti personalistici più che alla discussione franca e comunque attenta alle emergenze della città ed alle istanze degli elettori.

Bisogna dare voce e respiro a tutte quelle energie positive disponibile ed in grado di dare capacità progettuali e politiche; anche attraverso il coraggioso azzeramento degli organismi politici.

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