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Rimpasto di giunta, Cannalire: "Prima i programmi, poi i nomi"

Il segretario cittadino del Pd glissa sull'ipotesi di un suo ingresso nell'esecutivo. "La piena fruizione della costa nord fra le nostre priorità"

BRINDISI – “Prima di prendere qualsiasi decisione sulle persone, pensiamo al programma”. Francesco Cannalire, segretario cittadino del Pd, contattato da BrindisiReport, glissa, senza smentire, sull’ipotesi di un suo ingresso nella giunta del Rossi bis, dopo il ritiro delle deleghe assessorili deciso lunedì scorso (1 marzo) dal sindaco Riccardo Rossi. Le forze di maggioranza continuano a trattare per trovare una quadra. Stando alle voci trapelati in questi giorni, l’assessore all’Urbanistica, il tecnico Dino Borri, sarebbe in bilico. Sarebbe a rischio anche la riconferma dell’assessore allo Sport e alle Attività produttive, Oreste Pinto( Pd), nell’ambito dei giochi a incastro che ridefiniranno gli assetti del governo cittadino, a due anni e mezzo dall’inizio della legislatura. Di certo che il perimetro della maggioranza non si allargherà al Movimento 5 Stelle. I consiglieri comunali Serra, Le Grazie e Motolese, attraverso una nota stampa, respingono infatti l'invito del sindaco, che in una intervista rilasciata martedì scorso (2 marzo) ai microfoni di Studio 100 aveva aperto la porta ai pentastellati, manifestando la loro contrarietà a operazioni verticistiche da parte del primo cittadino. 

Tornando al rimpasto, uno snodo importante potrebbe essere l’assemblea cittadina del Pd che domenica pomeriggio si svolgerà in videoconferenza. Con ogni probabilità gli iscritti si confronteranno anche sulla possibilità di un approdo del segretario cittadino nell’esecutivo. Rossi, del resto, sempre nell'intervista rilasciata martedì a Studio 100, si è espresso favorevolmente rispetto a un’ipotesi di questo tipo, poiché a suo dire darebbe autorevolezza alla giunta. Ma Cannalire non si sbilancia. 

Si parla da giorni di uno suo possibile ingresso nel governo cittadino. C’è questa ipotesi sul tavolo?

Non è il momento a mio avviso di fare un toto-nomi sulla giunta, anche perché il Partito Democratico ha tre assessori uscenti. Prima di prendere qualsiasi decisione sulle persone, bisogna capire i punti programmatici su cui plasmare l’azione della seconda parte del mandato amministrativo. Questo è un aspetto determinante. Poi per quanto riguarda i nomi, considerato che il Pd ha una vastità di risorse, a partire dagli assessori uscenti, si farà un ragionamento in maniera tranquilla. Non ci devono essere né fughe in avanti né passi indietro da parte di nessuno. Questa cosa però sarà affrontata nelle sedi opportune. Non certo sui giornali o in maggioranza. Le proposte sui nomi le farà ognuno nel proprio partito, con gli organismi deputati. 

L’urbanistica è uno dei temi caldi del confronto fra le forze di maggioranza?

Abbiamo delle questioni da affrontare. Non soltanto l’urbanistica. C’è una cosa che può sembrare secondaria, ma che invece per me è primaria. Mi riferisco alla riorganizzazione del personale del Comune. Perché si possono dare tutti gli indirizzi politici che si vuole, ma se non ci sono le persone che poi traducono in atti quello che tu teorizzi, diventa difficile. Questo è secondo me il problema principale. 

Non ci sono dunque delle divergenze riguardo alla riconferma dell’assessore Dino Borri?

Non c’è un problema Dino Borri. C’è un problema serio di organizzazione sulle cose da fare. Basti pensare che il settore Attività produttive ha soltanto due persone. Poi a pagare il prezzo è sempre la politica, perché siamo noi quelli esposti, ma qui c’è una struttura in serio affanno, fra quota 100, prepensionamenti e l’impossibilità di fare assunzioni, a causa del piano di riequilibrio. Fra le questioni in campo da affrontare, di estrema importanza, c’è il Dpp (documento programmatico preliminare, ndr). Non dimentichiamo infatti che la fase di transizione energetica che stiamo affrontando ci pone davanti a sfide molto complicate. Ma non si possono affrontare tali sfide senza soldati, a meno che non si decida che anche gli assessori debbano occuparsi di carte. 

Il gruppo consiliare del Pd, con 8 consiglieri, è il più consistente fra le file della maggioranza. Fino all’azzeramento avevate tre assessori. Avanzerete ulteriori richieste? 

Si è parlato di un possibile assetto politico, ma non si è parlato né di nomi né di numeri. Naturalmente anche i numeri contano e sicuramente la nostra proposta al sindaco sarà quella di non rivederli al ribasso.

Domenica è in programma l’assemblea cittadina del Pd
Si aprirà una discussione sugli accadimenti a livello amministrativo per aprire un ragionamento insieme alla base del Pd e valutare la posizione da tenere in amministrazione. 

Quanto occorrerà per trovare l’intesa sulla nuova giunta?

Intanto troviamo la quadra sui punti programmatici, ai nomi si pensa dopo. Altrimenti fra due mesi saremo punto e a capo. 

A proposito di punti programmatici, qual è la vostra priorità?

Trovare il miglior percorso amministrativo che garantisca immediatamente la piena fruizione della costa nord, tenendo anche conto dei vincoli del Pptr (Piano paesaggistico territoriale regionale, ndr). Tramite i Contratti istituzionali di sviluppo si è già pensato alla messa in sicurezza geomorfologica e alla rinaturalizzazione della costa. Adesso un’idea per rendere pienamente fruibile il litorale potrebbe essere quella di prevedere delle attività economiche a impatto quasi zero. Questo è un punto su cui convergono tutti e su cui si è aperta anche una discussione. 

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