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L'ingresso dell'aula consiliare del Comune di Brindisi

L'ingresso dell'aula consiliare del Comune di Brindisi

Brindisi non ha ereditato neppure un'idea, ma solo problemi

Che a Brindisi non si riparta da tre, ma da un mucchio di macerie lo avevamo già capito tutti (o quasi), e ogni giorno che passa scopriamo anche cose che il commissario prefettizio non ci aveva detto

Che a Brindisi non si riparta da tre, ma da un mucchio di macerie lo avevamo già capito tutti (o quasi), e ogni giorno che passa scopriamo anche cose che il commissario prefettizio non ci aveva detto, come il fatto che il Comune di Brindisi qualche responsabilità nel rilascio dell’autorizzazione per costruire a ridosso di Fontana Tancredi ce l’ha, eccome, tanto da offrire all’impresa un suolo in cambio della chiusura del cantiere alla Minnuta. Speriamo di apprendere presto cosa sia accaduto, prima che ce lo dica il magistrato.

Intanto si accende la polemica sulla candidatura di un progetto preesistente, quello del recupero e ridestinazione di due capannoni ex Saca, ai finanziamenti del bando sulla riqualificazione dei quartieri e delle periferie urbane. La risposta dell’assessore comunale Marina Miggiano è rivelatrice: né la precedente, né l’attuale maggioranza che ne è la continuazione perfetta (stessa sala dei bottoni, stessi uomini), hanno lasciato, e portato, in dote una idea di recupero della parte più dimenticata, mal servita, sofferente di Brindisi.

C’era nel cassetto solo il progetto dei due capannoni. Spetterà al nuovo Piano urbanistico generale stabilire quale debba essere l’assetto futuro delle periferie dove vive quasi la metà dei cittadini di Brindisi, ma la rotta avrebbe dovuto già tracciarla la politica, anche con una programmazione di interventi intermedi. Quelli, appunto, che mancano escluso ciò che era avvenuto a.C. (avanti Consales), come gli interventi al Paradiso.

Non sarà colpa dell’assessore Marina Miggiano, se il Comune di Brindisi propone a finanziamento ciò che si potrebbe definire effimero rispetto alle emergenze aperte - tra l’altro, tutte le belle cose fatte vengono poi abbandonate, vedi i parchi urbani -, ma la gestione è la stessa, il patto è sempre tra chi ha governato sino allo stop giunto da palazzo di giustizia. Il fatto che il 20 per cento dei brindisini abbia poi confermato la fiducia alla medesima cordata, con un sindaco diverso, è un’altra storia di cui si è già detto molto.

Anche sulla brutta faccenda del servizio di igiene urbana non si sono viste grandi idee: stesse mosse del predecessore da parte del sindaco Angela Carluccio, con il giudice amministrativo che ha ricordato come l’epoca delle “ordinanze contingibili e urgenti” sia ormai finita, e che bisogna fare le gare. L’assessore Marina Miggiano preannuncia interventi sulle periferie nei prossimi mesi, sfidando l’opposizione? Non ci interessano le sfide, ci interessano i fatti, o meglio – considerando i tempi trascorsi dall’insediamento della nuova amministrazione - il segnale dell’apertura di strade nuove. E per ora stiamo a zero.

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