Lunedì, 18 Ottobre 2021
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La giunta approva il consuntivo 2014: c'è un avanzo, ma anche debiti

Fatti i conti per il 2014, l’avanzo c’è: il Comune di Brindisi chiude il consuntivo con poco meno di 25 milioni di euro, ma è costretta a prendere atto di eredità pesanti che vanno sotto la voce di debiti fuori bilancio, tra cui i quasi tre milioni da versare alle Università di Bari e del Salento a cui vanno aggiungersi 12.500 euro legati al vecchio deposito dei componenti della colonna romana nel periodo del restauro

BRINDISI – Fatti i conti per il 2014, l’avanzo c’è: il Comune di Brindisi chiude il consuntivo con poco meno di 25 milioni di euro, ma è costretta a prendere atto di eredità pesanti che vanno sotto la voce di debiti fuori bilancio, tra cui i quasi tre milioni da versare alle Università di Bari e del Salento a cui vanno aggiungersi 12.500 euro legati al vecchio deposito dei componenti della colonna romana nel periodo del restauro.

Il consuntivo. Su quel segno “più” in fondo al conto consuntivo dell’amministrazione da oggi (24 aprile) c’è il sigillo della giunta che ha preso atto delle risultanze approvando il bilancio dell’anno passato, dopo le anticipazioni del sindaco Mimmo Consales subito dopo aver ammesso lo sforamento del patto di stabilità per un milione e 597mila euro, con l’attenuante politica del salvataggio della società partecipata Multiservizi con annessi 172 posti di lavoro che equivalgono ad altrettante famiglie brindisine.

Gli assessori, infatti, si sono riuniti nella tarda mattinata rispettando la tabella di marcia imposta dal primo cittadino: la squadra di governo cittadino era al completo dopo le defezioni registrate in occasione della conferenza stampa in cui Consales ha rotto il silenzio sullo sforamento.

Il rimpasto. Rientrata a Brindisi l’assessore titolare della delega al Bilancio, Carmela Lo Martire, giustificata l’altro ieri per motivi di famiglia che l’hanno portata a raggiungere l’Abruzzo. Non senza polemiche, visto che i contestatori di centrodestra ne hanno chiesto a gran voce le dimissioni, accusandola tra l’altro di non essere stata leale perché avrebbe sostenuto che tutti i consiglieri, non solo quelli espressione della maggioranza di centrosinistra, ma anche quelli di minoranza sapevano bene che approvando in Assise la delibera sul ripiano parziale della perdita della Multiservizi, ci sarebbe stato il concreto rischio di uno sforamento del patto di stabilità. Com’è avvenuto in concreto. Anzi, è stato eluso, a sentire i revisori.

Per i contestatori, invece, si tratterebbe di conti taroccati. Ecco perché puntano il dito contro Carmela Lo Martire, avvocato, per la quale la campagna elettorale per le regionali – per di più la sua prima vera competizione – non inizia con il piede giusto. Non solo. C’è la possibilità che resti vittima del “fuoco amico”, vale a dire di alcuni consiglieri interni alla coalizione di governo, ma pronti a sparare per ottenere maggiore visibilità, quella che solo un ingresso in giunta può dare. Anche se la delega al Bilancio, con i tempi che corrono, è tutt’altro che appetibile. Vero è che si rincorrono voci di rimpasto in giunta.

Di certo, al momento, c’è solo che l’assessore si autosospenderà per un mese, fra il 28 aprile e il 2 maggio, quando saranno ufficialmente chiuse le liste. Rimetterà  cioè la delega nella mani del primo cittadino, il tempo della campagna elettorale: risulta candidata nella lista Emiliano sindaco di Puglia. Se resterà a Palazzo di città o meno dipenderà dall’esito delle elezioni.

La relazione e i debiti. In ogni caso la scelta di lanciare il salvagente alla partecipata viene rivendicata nero su bianco nella relazione politica che accompagna il conto consuntivo: “Nel corso dell’esercizio 2014 l’Amministrazione ha dato priorità alle spese dei Servizi Sociali, al rispetto dei contratti in essere e al riequilibrio della partecipata Brindisi Multiservizi”, si legge in apertura.

Dagli uffici, intanto, sono spuntati due debiti rimasti a galla dalla gestioni passate, dei quali è rimasta traccia al 31 dicembre scorso: pesa la somma pari a 2.980.949 euro e 14 centesimi a titolo di “quota di compartecipazione relativa alle convenzioni con l’Università del Salento e con l’Ateneo di Bari”. Dal settore di Gabinetto, il dirigente Angelo Roma, ha fatto sapere che tecnicamente non si potrebbe neppure parlare di debito fuori bilancio, di fatto il punto interrogativo resta.

Nessun dubbio, invece, sulla qualificazione dei 12.500 euro “relativi al deposito e alla custodia degli elementi costituenti la colonna romana”: c’è l’ammissione dell’esistenza del debito da parte del responsabile dei Lavori Pubblici-Beni monumentali.

Vanno, invece, sotto la voce di “esigenze extra” le sentenze esecutive per 290.971,53 euro che in quale definitive vanno rispettate e le somme pagate; i disavanzi verso i consorzi per un milione e 473.902; la ricapitalizzazione di società per 46.778; e infine l’acquisizione di beni e servizi per 33.480 euro. La somma arriva a un milione e 845.131,53 euro. L’avanzo, quindi, “potrà essere utile per compensare eventuali esigenze extra”.

Imposte e tasse. A titolo di promemoria, nella relazione si ricorda che il primo gennaio 2014 è stata istituita la Iuc (imposta unica comunale) che “si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e l’altro collegato all’erogazione e fruizione di servizi comunali”: la Iuc si compone dell’Imu (imposta municipale propria) di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali e di  una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (Tasi) a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile e nella tassa sui rifiuti ( Tari) , destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore”.

Nel Comune di Brindisi, per l’Imu sono rimaste invariate le aliquote rispetto all’esercizio precedente, per la Tasi sono state applicate le seguenti aliquote: abitazione principale 1,50 per mille con detrazione di duecento euro; altri immobili 2,80 per mille; fabbricati e impianti anche industriali adibiti o utilizzati per la produzione di energia elettrica compresa l’autoproduzione con capacità superiore a 50 kW incluse le pertinenze e le parti strutturalmente connesse, anche in via transitoria , 0,80 per mille.

“Per la Tari , nel 2014, a Brindisi si è aperto un nuovo capitolo nella delicata gestione del tributo”, si legge nella relazione. “Infatti, in calcio d’angolo, nel 2013, il Comune ha potuto “beneficiare” della deroga all’applicazione del nuovo meccanismo di prelievo, che ha consentito il mantenimento della Tarsu senza obbligo di copertura al cento per cento.  Di contro, nel 2014 ha necessariamente dovuto fare i conti con un approccio diverso nell’applicazione delle tariffe, che tengono conto di tutti i costi del servizio  di igiene urbana”.

Il gettito atteso, al netto di agevolazioni, riduzioni, ecc. è stato determinato in euro 16.160.143,88 . Il fondo di solidarietà comunale 2014 si è ridotto ad 16.094.083,16 considerato  la riduzione per spending review operata dallo Stato.  Ad inizio anno era stato determinato in   16.866.982,72 euro.

“L’addizionale comunale sull'imposta sul reddito delle persone fisiche è stata istituita, a decorrere dall'esercizio 2003 prevedendo il pagamento dell'imposta da parte dei contribuenti su una base imponibile costituita da tutti i redditi soggetti a lrpef. L'aliquota deliberata per l'anno in esame è stata confermata allo 0,8 per mille, così come è stata confermata l’esenzione per fasce di reddito fino a diecimila euro. Il gettito accertato ammonta a complessivi sette milioni e 400mila”.

I tributi “minori” hanno registrato un andamento crescente rispetto allo scorso esercizio: il concessionario ha emesso atti di accertamento a titolo di evasione e riscossione coattiva per imposta comunale sulla pubblicità ruoli per un importo complessivo di circa 425.990.89, per Tosap 43.960,90.

Al conto consuntivo sono stati allegati i parametri di deficit: il Comune è inciampato in due sul totale di dieci. Nessun rischio di tracollo. Ma quei numeri devono passare al vaglio dei consiglieri di minoranza. Nulla esclude che la lettura sia differente.

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