Politica

“Area Sin, il più grande imbroglio per Brindisi"

L'accusa di Confindustria. Malcarne: “Città drogata anche dal carbone, non solo dai rifiuti. Le opere pubbliche dell’Autorià portuale non hanno niente di programmatico". Si scopre che il faro del castello alfonsino sarà smontato e distrutto

BRINDISI – “Brindisi è una città purtroppo drogata dai rifiuti sì, ma anche dal carbone perché il maggior fatturato in ambito portuale non si registra dal traffico dei passeggeri, ma dal combustibile. Non solo. Noi abbiamo persino una scritta sulle maglie dei giocatori di basket e poi c’è la storia del Nuovo Teatro Verdi”.

E’ andato giù duro il presidente della Camera di Commercio, Alfredo Malcarne, nel corso del suo intervento incentrato sull’ambito portuale contestato non solo sul piano del business, ma anche sul fronte della capacità di programmazione ritenuta inesistente: “Ci troviamo di fronte ad opere dell’Autorità portuale che non hanno niente, secondo me, di programmatico eppure ci sono”, ha detto per poi rivendicare il lavoro svolto quotidianamente dalle imprese presenti sul territorio.

 “Ci sono circa 42mila aziende iscritte alla Camera di Commercio che portano avanti il nome di Brindisi a testa alta e che non meritano di essere considerate appartenenti a una terra di mezzo. Noi non lo siamo, ce lo fanno sentire”. Guardando al porto interno e al Castello di mare, qualche dubbio è stato sollevato dal presidente della Fondazione Di Giulio, Raffaella Argentieri: “Abbiamo appreso che il faro del castello alfonsino sarà smontato ma non perché abbia bisogno di lavori di manutenzione, no. Sarà distrutto e allora mi chiedo e le chiedo, presidente Emiliano, come sia possibile una cosa del genere”.

Il perimetro dell'area Sin di BrindisiIl governatore ha sgranato gli occhi: “Ma com’è possibile? Non c’è un vincolo per il castello?”. “C’è una gara che di recente è stata vinta da una società di Lecce, questo è tutto quello che sappiamo. Così come sappiamo che Brindisi non avrà un solo uomo dell’Esercito stando a quanto dichiarato dal ministro Alfano, secondo cui 50 militari andranno a Lecce e 50 a Taranto. Se è così le faccio un’altra domanda: Brindisi non ha tutta questa emergenza criminalità?”.

Emiliano in questo caso ha voluto sapere la fonte della notizia per poi segnare sul suo block notes anche questo. Prima ancora ha raccolto le doglianze del presidente dell’associazione degli industriali di Brindisi, Giuseppe Marinò,  sulla perimetrazione dell’Area Sin, quella di interesse nazionale: “Venne istituita 13 anni fa e per se è stato il più grande imbroglio, un business per scippare ricchezza”, ha detto. “Mi assumo la responsabilità di quel che affermo, ma è così. In quel periodo Mascazzini istituì un fondo di riserva per 250 milioni destinati a una barriera drenante che non è servita a niente”.

Dei terreni inseriti in quel perimetro, solo una percentuale ridotta, pari al 5, sarebbe da bonificare, argomento poi affrontato da Marcello Rollo, presidente dell’Asi: “Il problema delle bonifiche è stato risolto nel senso che le istituzioni hanno elaborato progetti condivisi che adesso passano al vaglio della Regione Puglia. Ci sono 25 milioni di euro messi a disposizione dal Governo”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Area Sin, il più grande imbroglio per Brindisi"

BrindisiReport è in caricamento