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Pd, lunedì il direttivo: 24 ore alla resa dei conti tra Consales ed Elefante

Clessidra capovolta per il conto alla rovescia in casa Pd che ha tutto il sapore di una resa dei conti da cui aspettarsi feriti e sopravvissuti: domani il direttivo cittadino di Brindisi sarà chiamato a votare la proposta di azzeramento della Giunta Consales, chiesta dal segretario regionale Michele Emiliano, ribadita da quello provinciale Maurizio Bruno

BRINDISI – Clessidra capovolta per il conto alla rovescia in casa Pd che ha tutto il sapore di una resa dei conti da cui aspettarsi feriti e sopravvissuti: domani il direttivo cittadino di Brindisi sarà chiamato a votare la proposta di azzeramento della Giunta Consales, chiesta dal segretario regionale Michele Emiliano, ribadita da quello provinciale Maurizio Bruno e confermata dall’esponente cittadino Antonio Elefante, che nelle mail di convocazione ha “saltato” il diretto interessato, al secolo il sindaco.

Lui, Mimmo Consales ha scritto per chiedere spiegazioni e la risposta l’ha ottenuta: “Non sei del partito, ti sei autosospeso”. In altre parole: resti fuori, fuori dalla sede di via Osanna dove si vedranno gli altri, in prima convocazione alle 19, in seconda mezz’ora dopo. 

Più che un confronto sul lavoro politico-amministrativo, è una chiamata alle armi. Guerra non fredda come sembrava essere dal giorno in cui Elefante, anche consigliere comunale, non ha votato il bilancio presentato in Assise, scegliendo la strada dell’astensione per lanciare un segnale di contestazione al primo cittadino e ai suoi assessori, con particolare riferimento a quelli espressione del Partito democratico, ossia Pasquale Luperti, titolare dell’Urbanistica, e Antonio Monetti, responsabile dell’Ecologia, l’uno e l’altro ritenuti poco incisivi di fronte agli obiettivi dichiarati nel programma elettorale. 

Dello stesso avviso Emiliano che da Bari sta monitorando la situazione brindisina, nella quale rientrano anche personalità che non sono del Pd ma che sono interessate alle decisioni del partito e alle sorti dell’Amministrazione cittadina: non è, infatti, segreto per nessuno, che il segretario regionale, nonché governatore della Puglia, abbia un certo feeling con il brindisino Roberto Fusco, consigliere comunale e già candidato sindaco per la lista Sì democrazia (basti vedere la foto postata su Facebook). E che allo stesso Fusco non dispiace l’idea di ritornare a correre per il Tricolore. 
Non è neppure mistero che un altro consigliere comunale, Francesco Renna di Brindisi di tutti, già candidato alle regionali in una lista di Emiliano, abbia chiesto l’azzeramento dell’esecutivo. E che il collega con cui ha maggiore intesa politica, Francesco Cannalire di Iniziativa democratica-Api, abbia già preso le distanze della maggioranza, visto che l’assessore Antonio Ingrosso, titolare delle deleghe all’Industria, alla Casa e allo Sport, ha rassegnato le dimissioni.

Il quadro è quanto mai chiaro:è conflitto a tutti gli effetti. A fare la differenza saranno i numeri, perché se è vero che ci sarà la discussione in seno al direttivo cittadino del Pd, che domani sera sarà aperto il confronto che è regola base della democrazia, è altrettanto vero che – alla fine – la decisione sarà espressione di voti. L’ago della bilancia è appunto questione numerica e quindi di “correnti”, gruppi o fazioni (a seconda del termine che si preferisce) presenti all’interno del Pd, mai come prima arrivato a livelli di tensioni come quelli raccontati dagli eventi delle ultime settimane.
Serve la maggioranza semplice, la metà più uno dei presenti, partendo dai 31 componenti del direttivo invitati da Elefante: al momento, l’unica certezza è costituita dal voto degli esponenti di “A sinistra”, i quali si pronunceranno per l’azzeramento, stando al contenuto degli ultimi documenti firmati da Cristiano D’Errico & co. Per gli altri, resta il punto interrogativo. Va detto che, per lo meno in teoria, ha diritto di voto in quanto componente del direttivo l’assessore Luperti.

Chi componente non lo è Consales: “Avevo chiesto di partecipare perché ero e sono convinto che l’ascolto del sindaco avrebbe fornito elementi di riflessione per arrivare alla valutazione e invece niente, mi sono sentito dire che sono autosospeso”, niente il primo cittadino. “In tal modo si è avuta la conferma che la guida del Pd a Brindisi è al capolinea. Evidentemente non si vuole arrivare a una decisione assunta serenamente, né si vuole lavorare davvero per il bene della città, quel che si cerca è una resa dei conti. A questo punto, se il direttivo deciderà per l’azzeramento, ne prendo atto, ma attenzione perché la decisione su cosa fare o non fare, spetta solo al sindaco. E sono pronto ad assumermi ogni responsabilità, come ho sempre fatto”.

Chiaro il messaggio: comunque vada, la Giunta non si tocca. Non saranno sostituiti né ora, né mai gli assessori Luperti e Monetti che sinora hanno preferito restare in silenzio. Dalla sua parte, Consales ha tutto il gruppo consiliare così come quanti ritengono che sia necessario proseguire lungo questa strada: in totale sono 13. Più esattamente i 13 che hanno firmato una lettera indirizzata a Maurizio Bruno per l’auto convocazione del direttivo cittadino. Per la cronaca, quello stesso giorno, è arrivata la chiamata di Elefante.

“Noi siamo pronti”, ribadisce il capogruppo in Assise, Salvatore Brigante. “Sono convinto che prevarrà il buon senso nel rispetto dell’autonomia decisionale del Pd di Brindisi”. Dall’altra parte, nel centrodestra, sono aperte le scommesse sull’esito della riunione di domani sera.

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