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Provincia: "La Regione si attivi per la ricollocazione del personale in sovrannumero"

La Provincia di Brindisi non è più in grado di sostenere, da un punto di vista economico, le funzioni finanziarie e chiede alla Regione di farsene carico, come previsto dalla legge di riordino delle Provincie che porta il nome del ministro Graziano Delrio

BRINDISI – La Provincia di Brindisi non è più in grado di sostenere, da un punto di vista economico, le funzioni finanziarie e chiede alla Regione di farsene carico, come previsto dalla legge di riordino delle Provincie che porta il nome del ministro Graziano Delrio.

A giudicare da una lettera aperta del presidente dell’ente, Maurizio Bruno, però, il passaggio di consegne pare problematico e il rischio è che a pagarne le conseguenze sia il personale della Provincia interessato (quelle che svolge servizi non fondamentali per l’ente di area vasta, ed in particolare, agricoltura, agriturismo, attività produttive, turismo e sport, caccia, approvvigionamento idrico, edilizia sismica, servizi sociali, cultura e protezione civile). 

Nella missiva di Bruno inviata a tutti gli enti interessati (Regione, Presidenza del Consiglio dei ministri, ministeri, ufficio territoriale del governo, presidenti delle Province Pugliesi), l’attenzione viene focalizzata sul futuro dei lavoratori in sovrannumero. 

Questo perché “rispetto ai posti disponibili dichiarati dalle diverse amministrazioni, il personale della Provincia di Brindisi avente idonea qualifica e profilo professionale – si legge nella lettera - ha manifestato immediatamente la volontà di voler partecipare alla procedura di mobilità per il collocamento presso altri Enti”.

La Legge regionale n. 31/2015 ha stabilito all’articolo 2 che dette funzioni, assieme ad alcune altre, “sono trasferite alla Regione con i relativi beni, risorse umane e finanziarie e da essa attribuite in conformità ai principi di adeguatezza, differenziazione e sussidiarietà”, mentre al successivo art. 6 la norma transitoria stabilisce che “fino al completamento del processo di trasferimento, le funzioni di riordino continuano ad essere esercitate dagli enti titolari in conformità al principio di corrispondenza fra le funzioni attribuite e le risorse umane, strumentali e finanziarie a tal fine assegnate” .

Al momento, però, gli unici finanziamenti ottenuti dalla Provincia  “sono quelli trasferiti per coprire i costi delle sei unità di personale assegnato dalla Regione per l’espletamento delle attività connesse con l’approvvigionamento idrico ed edilizia sismica”.

“Riguardo a tali due specifiche funzioni, con più note indirizzate alla Regione nel primo semestre del 2015, tutte rimaste prive di riscontro – spiega Bruno - è stata rappresentata la sostanziale impossibilità a garantire la continuazione dei servizi atteso che delle sei unità trasferite, quattro sono state collocate in quiescenza dal 1° novembre dello stesso anno e un’altra unità seguirà entro la fine del corrente anno”.

E dunque si arriva al nocciolo della questione. L’ente non è più in grado di gestire queste funzioni, per questo “ appena il personale dichiarato in soprannumero e attualmente assegnato ai servizi richiamati sarà trasferito a breve presso altri enti, si renderà necessario conoscere, con immediatezza, i responsabili degli Uffici Regionali con cui relazionarsi per organizzare il materiale trasferimento dei numerosi fascicoli onde evitare alcuna soluzione di continuità delle attività non più di competenza delle province, consentendo, fra l’altro, di fornire le dovute indicazioni all’utenza interessata.

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