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Regione Salento, il Comune di Brindisi dice di no alla proposta del referendum

BRINDISI – E' stato necessario attendere sino a tarda sera ma alla fine – con 21 voti contrari e 16 favorevoli – il Consiglio comunale di Brindisi ha detto di no alla proposta di referendum per la Regione Salento. Pareri favorevoli e contrari piuttosto trasversali, in un dibattito che ha visto la partecipazione di tutti i gruppi. Il primo a dichiararsi favorevole è stato Cosimo D'Angelo (Noi Centro) “sia perchè il referendum è sempre una forma di coinvolgimento sia perchè realizzeremmo una popolazione maggiormente consapevole della comunità cui appartiene”.

BRINDISI - E' stato necessario attendere sino a tarda sera ma alla fine - con 21 voti contrari e 16 favorevoli - il Consiglio comunale di Brindisi ha detto di no alla proposta di referendum per la Regione Salento. Pareri favorevoli e contrari piuttosto trasversali, in un dibattito che ha visto la partecipazione di tutti i gruppi.

Il primo a dichiararsi favorevole è stato Cosimo D'Angelo (Noi Centro) "sia perchè il referendum è sempre una forma di coinvolgimento sia perchè realizzeremmo una popolazione maggiormente consapevole della comunità cui appartiene". Livia Antonucci, del Pdl, legge la Regione Salento come "una secessione, certamente lesiva per il territorio, spaccare la Puglia quando il mondo ha salutato con un plauso alla caduta del Muro di Berlino non servirà". Sulla stessa lunghezza d'onda il collega di partito Massimiliano Cursi, per il quale il rischio sarebbe anche quello di farsi cannibalizzare da Lecce.

"Brindisi c'è", rappresentata da Ermanno Angelini, afferma: "Restringere è tentativo delittuoso perchè esaltando le differenze vien fuori l'identità, ma per far questo ci vuole il confronto". Favorevole si è detto Raffaele De Maria, di "Insieme per la città", perchè "il Consiglio non deve esprimere se sia contrario o no alla Regione Salento, ma se sia il caso di proporre un referendum. E io dico sì", ha aggiunto.

Secondo Vincenzo Guadalupi del Sel si tratta di "un localismo esasperato, siamo fuori dai tempi della storia repubblicana". Pro referendum era invece Francesco Cannalire dell'Api: "Non possiamo nasconderci alla volontà popolare". Salvatore Valentino (Democratici e Repubblicani) spiega che il no è motivato da ragioni economiche, "per evitare un aumento della spesa pubblica per l'indizione del referendum". Per Salvatore Brigante, capogruppo del Pd, "serve comunque una maggiore autorevolezza di chi rappresenta questa città, a tutti i livelli, finanche europei". Dello stesso avviso il compagno di partito Enzo Albano che motiva la sua contrarietà ammettendo che "sì, il baricentrismo esiste, ma vale per tutte le province e la responsabilità è dei nostri rappresentanti regionali". Roberto Rizzo, della maggioranza, si è detto invece a favore: "La Puglia è una sorta di Jugoslavia dell'Italia, spiegatemi d'altra parte quali affinità vi siano tra Brindisi e Foggia o tra Brindisi e Bari". Il capogruppo del Pdl Angelo Rizziello ha comunicato la contrarietà "per una separazione che porterebbe solo svantaggi", mentre Rino Galluzzo del Pri ha affermato che fino a quando la proposta della Regione Salento era apparsa come una provocazione, era stata da lui ritenuta accettabile. "Adesso non più", ha spiegato.

Il Consiglio comunale era iniziato con un toccante ricordo della figura dell'ex consigliere comunale Daniele Valletta, medico brindisino scomparso la scorsa settimana. Commosso, Vincenzo Gaudalupi ha ricordato l'amico, al quale è rimasto accanto fino agli ultimi giorni della sua vita. E sentito è stato anche il ricordo del sindaco Domenico Mennitti che ha sottolineato la figura esemplare non solo del politico e del professionista, ma soprattutto dell'uomo. L'intera aula gli ha riservato un ultimo caloroso applauso.

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