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Multiservizi ed Energeko, due bombe. troppo tardi per disinnescarle

È una città allo sbando Brindisi; governata da una amministrazione frastornata, incapace di organizzare un Natale che non desti preoccupazione e sospetti, tra casette di legno e bandi per le iniziative natalizie

È una città allo sbando Brindisi; governata da una amministrazione frastornata, incapace di organizzare un Natale che non desti preoccupazione e sospetti, tra casette di legno e bandi per le iniziative natalizie.

Si avvicina il 31 dicembre, in un clima spettrale, in cui le uniche luci che si accendono sono quelle dei lampeggianti della Guardia di Finanza, ed ancora l’amministrazione non fa sapere che cosa intende fare della Brindisi Multiservizi, della Energeko e dei dipendenti addetti ai servizi cimiteriali.

Anzi, al momento solo sui dipendenti della società che gestisce i servizi cimiteriali ci sono le idee chiare. Infatti, secondo quanto fatto intendere dall’amministrazione targata Carluccio, gli stessi dovrebbero passare alla Multiservizi dopo aver internalizzato il servizio, cosi come avvenuto circa un anno fa con i servizi asili nido.

Peccato che, se così fosse, la soluzione sarebbe illegittima, come per i servizi asili nido, perché secondo giurisprudenza consolidata le assunzioni, nelle partecipate, possono essere effettuate unicamente con l’adozione di procedure concorsuali, e qualsiasi altra soluzione risulta impercorribile.

E poi, una società come la Multiservizi, in procinto di fallire, con quale giustificazione di opportunità economica e finanziaria potrebbe assumere? La BMS è in perdita dal 2011 (-517.288 euro nel 2011, -3.165.575  euro nel 2012, -1.153.551 nel 2013, -1.333.219 nel 2014);. Quale imprenditore (Comune) avveduto assumerebbe sapendo di essere sull’orlo del baratro?

La situazione, giorno dopo giorno, diventa sempre più incandescente, ma l’amministrazione dorme sonni sereni.

Forse cullandosi sulla dichiarata incostituzionalità, da parte della Corte Costituzionale, della “riforma Madia”, l’amministrazione pensa di traccheggiare ulteriormente e tenere nascosti nei cassetti i bilanci 2014 e 2015, i cui progetti (bozze), per legge, dovevano essere pronti entro il 30 marzo, rispettivamente del 2015 e del 2016. E invece di quelle bozze non se ne sa nulla. Mi chiedo con la complicità di chi.

E’ il caso di sottolineare che la bocciatura della Consulta denuncia la grave impreparazione di questo Governo incapace di comprendere la differenza tra “parere” e “intesa” con le Regioni; lo stesso Governo che ha partorito una riforma costituzionale pasticciata e foriera di “un ribaltamento della democrazia parlamentare in uno strano regime tecnocratico-oligarchico” (G. Zagrebelsky) ed una riforma elettorale ipermaggioritaria che garantirà il posto in Parlamento ai soliti “nominati”.

Ritornando ai fatti nostri, poco rileva la bocciatura del “decreto Madia” per la Multiservizi perché comunque è una bocciatura per “eccesso di delega” mentre nulla ha eccepito la Corte Costituzionale sul merito della riforma delle partecipate. In buona sostanza, se dovesse palesarsi l’ennesima perdita, come è legittimo sospettare, la Bms dovrebbe essere messa in liquidazione o ceduta ad un privato. E quale imprenditore sano di mente acquisterebbe una società esanime e con 193 dipendenti?

Presumibilmente la sindaca nasconderà la testa sotto la sabbia anche nel caso della Energeko, anch’essa destinata alla liquidazione visto che il suo fatturato mi risulta essere al di sotto del milione di euro negli ultimi tre anni e la nuova norma prevede, per l’appunto, che il limite, per continuare a tenere in vita una partecipata, sia di un milione di euro.

Sicuramente, da un punto di vista sociale, la Bms e la Energeko rappresentano una bomba ad orologeria innescata nel 2011 e non disinnescata in tempo.  Del resto i votifici hanno fatto comodo a tutti e nessuno ha voluto fare da artificiere. Ora è troppo tardi e non si può più tornare indietro.

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