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Le due "stanze di crisi"

Le due "stanze di crisi"

In corso a Palazzo di Città un tentativo di porre fine all'era Consales

Aria di rivoluzione, al palazzo di città, tre anni e otto mesi dopo quel 7 maggio 2012 quando il giornalista di Telenorba fu eletto sindaco di Brindisi da una schieramento che comprendeva Pd, Sel, Pri, Api, Verdi, e le liste civiche Noi Centro e Progettiamo Brindisi. Tra i padrini di quella scelta, Massimo Ferrarese, Giovanni Carbonella, Toni Matarrelli, Salvatore Tomaselli

BRINDISI – Aria di rivoluzione, al palazzo di città, tre anni e otto mesi dopo quel 7 maggio 2012 quando il giornalista di Telenorba fu eletto sindaco di Brindisi da una schieramento che comprendeva Pd, Sel, Pri, Api, Verdi, e le liste civiche Noi Centro e Progettiamo Brindisi. Tra i padrini di quella scelta, Massimo Ferrarese, Giovanni Carbonella, Toni Matarrelli, Salvatore Tomaselli.

In queste ore, mentre per i brindisini comincia un’altra settimana densa di eventi, l’opposizione consiliare e il Pd ufficiale, quello che risponde alla segreteria regionale, sta cercando di staccare la spina all’amministrazione di Mimmo Consales, che ha attraversato tutte le mutazioni che il genoma della politica brindisina può produrre, sino alla governance peggiore che la città ricordi, dicono i consiglieri che stanno lavorando per le dimissioni in massa.

Non poteva essere un attacco di sorpresa, perché il lavoro di convincimento attuato dalla commissaria inviata dal Pd regionale Sandra Antonica, da un lato, e quello di organizzazione del consenso attorno al progetto di scioglimento anticipato del consiglio comunale, doveva misurarsi anche con un certo numero di indecisi. Inevitabile che qualcosa filtrasse, sino a indurre il capogruppo del Pd, Salvatore Brigante, sostenitore del sindaco e di questa maggioranza, a parlare su Facebook di “incubo”.

I numeri richiesti per lo scioglimento sono stabiliti dalla legge: ci vogliono 17 dimissioni. Con 16 non si andrebbe che alla surroga dei dimissionari. Altro obbligo di legge, le dimissioni possono essere rassegnate anche con atti separati, ma assolutamente contestuali. Solo così il prefetto può intervenire, dichiarare sciolto il consiglio comunale di Brindisi, inviare un commissario in municipio e fissare nuove elezioni per la prossima primavera, per maggio probabilmente.

La rappresentazione di questo braccio di ferro per la vita e la morte della giunta Consales sono due stanze attigue a palazzo di città, una quella dove è riunita parte della giunta, l’altra dove c’è una parte delle opposizioni, dove si stanno svolgendo contestualmente le operazioni di convincimento e contro-convincimento. Dalle opposizioni filtra la tensione che caratterizza le giocate rischiose. La maggioranza, all’ennesima crisi, diffonde messaggi trasversali per minimizzare la minaccia. Questo accade in municipio mentre scriviamo.

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