Comincia l'autunno caldo della scuola: studenti in piazza anche in Puglia

A Brindisi raduno venerdì mattina in piazza Crispi. Le rivendicazioni dei ragazzi di università e medie superiori

BRINDISI - Scenderanno in piazza in tutta Italia, e in Puglia concentrati in sette manifestazioni tutte con avvio alle 9 del mattino, i ragazzi degli istituti medi superiori e delle Università aderenti a Unione degli Studenti, Rete della Conoscenza e Link - Coordinamento Universitario. Nella nostra regione, raduno per i cortei a San Giovanni Rotondo - Piazza Europa; Foggia - Piazza Italia; Barletta - Liceo Scientifico "C. Cafiero"; Bari - Piazza Umberto I; Brindisi - Largo Stazione; Taranto - Arsenale (via Di Palma); Lecce - Largo Stazione.

Sono gli studenti infatti i primi a manifestare contro questo governo nazionale, inaugurando l'autunno caldo della scuola: "Parlano di noi, ma nessuno parla con noi", è una delle parole d'ordine. Ragazzi stanchi di trascorrere ore e ore in scuole insicure, ma perchè prive di manutenzioni e strutturalmente inadeguate, sottolineano, e perchè "la militarizzazione" annunciata dal governo non serve, ci vogliono programmi concreti per nuove sedi.

Piattaforma rivendicativa studenti pugliesi-2

Stanchi di viaggiare stipati come sardine per raggiungere le sedi scolastiche, stanchi (anche a nome delle famiglie) di pagare costi elevati di trasporto, del caro-libri; dell'insufficienza delle borse di studio, dell'insufficienza di alloggi per gli universitari fuori sede obbligati a servirsi del mercato privato (spesso in nero) degli affitti a prezzi elevati. Stanchi di aspettare anche il finanziamento della legge regionale sul diritto allo studio, dopo nove anni.

Hanno stilato un vera e propria piattaforma (ne riassumiamo le richieste nello specchietto in questo articolo), e sono molto preoccupati dalla pochezza della spesa per la formazione in Italia, terz'ultima in Europa, della bassisima percentuale di laureati, dell'alto livello di dispersione scolastica in Puglia, dalla inadeguata offerta di lavoro ad alta qualificazione, dal numero di giovani che partono per non più ritornare.

Chi sui social li chiama scansafatiche, dovrebbe quanto meno prima mostrare il proprio titolo scolastico e il proprio livello di cultura e conoscenza dei problemi della formazione scolastica in Italia. Senza alta formazione, laureati, lavoro qualificato il Paese non progredirà e non crescerà. Il 12 ottobre gli studenti diranno nelle piazze italiane e pugliesi, e anche a Brindisi, ciò che tanti adulti non dicono. Hanno idee ed ideali, non si aspettano mance ma chiedono riforme reali in un settore vitale e strategico per una nazione moderna.

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