Il salvataggio di un'aquila minore. Tra due settimane volerà di nuovo

Un esemplare in difficoltà trovato a Torchiarolo, recuperato dai vigili del fuoco e curato a Torre Guaceto

La storia risale al mese scorso, quando un esemplare di aquila minore fu individuato da un cittadino di Torchiarolo, che poi aveva chiesto l'intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi. Recuperata e messa al sicuro dai pompieri, ma incapace di riprendere il volo, l'aquila era stata affidata agli operatori specializzati  del Centro recupero per la fauna selvatica in difficoltà di Torre Guaceto, giunti sul postosu richiesta degli stessi vigili del fuoco.

Il video dell'aquila minore nel centro di recupero

Una volta sottoposto ad una visita accurata e ad una radiografia, si è scoperto che l’esemplare aveva un’ala rotta. L’arto è stato immobilizzato e sono iniziate le cure del caso. Nell’arco di circa 10 giorni, l’aquila si è rimessa in sesto ed è stata trasferita in voliera per cominciare il processo di riabilitazione. In via generale, l'aquila minore è un animale protetto, l’esemplare di Torrre Guaceto è un adulto. Non è possibile dire se si tratti di un maschio o di una femmina perché questi animali non sono caratterizzati da dimorfismo sessuale, ossia gli esemplari non mostrano segni evidenti del proprio sesso. 

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Le aquile minori si nutrono in coppia per massimizzare i benefici e rendere minimo lo sforzo dovuto alla caccia. Uno dei due esemplari vola basso per spaventare gli uccelli che stanno a terra e, quindi, farli alzare, l’altro li cattura, una volta che questi sono in volo. Questi animali si nutrono di piccoli volatili come le gazze ed i colombi. In questo periodo, la specie lascia l’est Europa, dove nidifica, e sverna nei luoghi caratterizzati dal clima mite. L'aquila minore è sensibilmente più piccola di quela reale, e misura 130 centimetri di apertura alare e circa 50 di lunghezza dal becco alla coda.

aquila minore-2

Fino a non molto tempo fa, la loro presenza in questa zona era rara, ma attualmente se ne registra un aumento stabile. Molto probabilmente ciò è dovuto ai mutamenti climatici che hanno reso possibile, dati gli inverni più miti, lo svernamento anche in altre regioni mediterranee italiane, oltre che in Sicilia, mentre in origine l'Italia era solo percorsa marginalmente dai percorsi migratori dalla zone di nidificazione nell'Europa Centrale verso l'Africa Settentrionale e sub-sahariana.

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L’esemplare di Torre Guaceto potrà essere liberato tra una quindicina di giorni e sarà una grande festa vederlo tornare in natura. Nel frattempo riceverà tutte le attenzioni possibili dal personale della Riserva. Intanto, il Centro recupero fauna selvatica ha bisogno del sostegno di tutti per aiutare gli animali. Basta un click per fare una donazione a favore degli indifesi, i selvaggi di Torre Guaceto https://www.produzionidalbasso.com/project/adozioni-selvagge/ .

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