#Noinoncistiamopiù, cartelloni sui balconi contro la violenza sulle donne

A Torre Santa Susanna in tanti hanno aderito all’iniziativa lanciata dall’associazione Fiorediloto in occasione del 25 novembre. Il report dell’Istat sui reati contro le donne

TORRE SANTA SUSANNA - “Scusa non lo farò mai più non deve esistere. Denunciamo al primo schiaffo e non torniamo indietro”: sono scritte con il pennarello rosso le parole a caratteri cubitali incise sul lenzuolo appeso a un balcone di via Balilla, a Torre Santa Susanna. “Chi ti picchia non ti ama” recita un cartello affiso sulla porta d’ingresso di un’abitazione in via Giovanni Pascoli, “Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, ma l’indifferenza dei buoni”. “Chiedere aiuto è una forma di amore verso sé stessa. Io l’ho fatto, fallo anche tu”.

Ogni frase affissa in giro per la città o nel giardino di chi ha subito violenza dal proprio partner, riporta l’hastag #noinoncistiamopiù, la risposta alla campagna di sensibilizzazione lanciata il 5 novembre dall’associazione Fiorediloto in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che ricorre il 25 novembre.

“Nonostante il difficile periodo, ringrazio chi ci sta mettendo la faccia per dire no alla violenza” dice Franca Rizzo, presidente dell’associazione che con la sua iniziativa ha varcato i limiti della città, giungendo fino alla vicina Mesagne, dove l’iniziativa è stata allargata anche alla violenza esercitata sulle persone anziane, problema in crescita proporzionale all'incremento della popolazione mondiale anziana.

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Violenza contro le donne: i dati pubblicati dall’Istat

Il report elaborato dal Servizio analisi criminale della direzione della Polizia criminale analizza l’andamento dei reati relativi alla violenza di genere nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2020, confrontato con l’analogo periodo dell’anno precedente. Sono stati esaminati, in particolare, i cosiddetti reati spia relativi alla violenza di genere e i delitti potenzialmente riconducibili a liti familiari, soprattutto se consumati in ambito domestico.

L’incidenza degli atti persecutori rivolti contro le donne ha avuto un andamento costante pari al 76 percento nello scorso anno, mentre nel 2020 si è passati dal 76 percento di gennaio, al 71 ad aprile e maggio, per poi risalire al 73 percento a giugno. Dunque, i reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e atti persecutori, diminuiti durante i mesi del confinamento, sono tornati ad aumentare nel mese di maggio e a presentare una leggera inflessione nel mese di giugno, pur mantenendosi sempre inferiori a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente.

Le violenze sessuali, dopo il periodo di lockdown, sono risultate in aumentano a maggio e ancora di più a giugno, restando sempre al di sotto dei dati registrati a gennaio e febbraio 2020. Anche i reati di minaccia, lesione personale e percosse in ambito familiare restano inferiori rispetto ai dati del 2019: durante il periodo del lockdown si registra un’importante flessione, addirittura un dimezzamento nei mesi di marzo e aprile rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, ma i reati tornano a crescere nei mesi di maggio (10.828) e giugno (10.662).

Gli omicidi si confermano in calo rispetto all’analogo periodo del 2019, ma le vittime di sesso femminile aumentano, seppur di poco, registrando un lieve incremento anche degli omicidi commessi da partner o ex partner.

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