Un tuffo nella Storia e nelle tradizioni: cosa vedere a Oria

Dal castello di Federico II (uno dei più grandi della Puglia) alla basilica cattedrale, passando per gli scavi archeologici: un tour per le strade del paese

Orfana del Torneo dei Rioni, Oria è pur sempre in grado di lasciare i turisti a bocca aperta. Basta fare una passeggiata per il centro storico o fermarsi ad ammirare da lontano la maestà del Castello Svevo che troneggia sul borgo brindisino. Purtroppo l’edizione di quest’anno del Corteo Storico di Federico II è saltata a causa delle norme anti-Covid. E molte attrattive non sono accessibili ai visitatori per lo stesso motivo.

Oria si trova a circa metà strada tra Brindisi e Taranto. Le spiagge del mar Ionio non sono lontane, passando da Manduria. Il paese si trova a circa 160 metri sul livello del mare, in territorio collinare, e il centro storico è caratterizzato dai colori chiari e dalle strade strette. Spesso le viuzze sono abbellite da piante e fioriere dislocate sui gradini delle abitazioni. Al centro si accede grazie a due porte. A sud si trova Porta Manfredi (detta altrimenti Porta Lecce o degli Spagnoli). A ovest se ne trova un’altra: Porta degli Ebrei (o porta Taranto). Il centro è d’impronta tipicamente medievale, così come alcune sue chiese (chiesa di San Giovanni, di Santa Maria al Tempio, di san Biagio e di Santa Lucia.).

Oria Porta Manfredi di notte-2

La movida si svolge a ridosso di Porta Manfredi (foto in alto), nell’omonima piazza. Proseguendo si incontra il palazzo Sedile (o dei Decurioni). Oria è, inoltre, sede del palazzo Vescovile che si trova in piazza Cattedrale. All’interno della basilica c’è la “cripta delle mummie”, mentre al di sotto del piazzale sono dislocati importanti resti archeologici risalenti al periodo messapico. E già, perché i primi insediamenti si perdono nella notte dei tempi.

Oria cattedrale 3-2

Chi invece volesse cominciare il proprio tour entrando dall’altra porta, quella Ebraica (foto in basso), incontrerebbe subito l’omonimo quartiere, caratterizzato sempre da suggestive viuzze e scorci interessanti.

Oria porta degli ebrei 1-2

Oltre alle numerose chiesette, anche rurali, non mancano le aree verdi, come il parco Montalbano, che sorge proprio ai piedi del castello federiciano. Anche qui è passata la Storia: recentemente, al suo interno, sono stati condotti scavi archeologici che testimoniano la presenza bizantina a Oria. Un altro sito fa bella mostra di sé nei pressi del palazzo municipale, fuori dalle mura: è il parco archeologico “ Ing. Salvatore Pasculli”. Ancora archeologia: celebri sono le opere di terrazzamento risalenti ai messapi del “Monte Papalucio”.

Area archeologica pasculli 3-2

La storia si respira dappertutto ma, chi pensa a Oria, pensa al Medioevo: al Torneo dei Rioni e al Castello di Federico II che svetta sulla cittadina. Ha quattro torri che fanno la guardia. Il suo ruolo era apicale per controllare il territorio: infatti sorge su uno dei tratti finali della via Appia e sulla collina più alta. Venne costruito sull’antica Acropoli messapica, tra il 1225 e il 1233. Si stima che la sua piazza d’armi fosse capace di contenere migliaia di soldati. Come ogni antico castello che si rispetti, “ospita” diverse leggende.

Oria castello di notte 2-2

Anche chi ha voglia di fare una passeggiata per le campagne potrà dirsi soddisfatti: l’agro oritano riserva diverse sorprese. Oria ha una storia antichissima, si pensa che la sua fondazioni risalga ai cretesi, ma in contrada Sant’Anna si trova addirittura un sito neolitico. A pochi chilometri da Oria si trova il celebre santuario di San Cosimo, meta di pellegrinaggi legati al culto dei santi medici, compatroni del paese insieme a san Barsanofio. Il santuario ha anch’esso una storia antica ed è stato ristrutturato all’inizi del secolo scorso. C’è anche un museo con gli ex voto dei fedeli.

Oria centro 3-2

Infine, un borgo pugliese non può dirsi tale se non offre ai turisti pranzi luculliani e tipicità locali. Non è raro, passeggiando per il centro, percepire un odore caratteristico di sugo provenire dalle finestre delle case: forse qualche nonna o mamma sta preparando le orecchiette con involtini e polpette di carne. O magari qualche altra prelibatezza pugliese. La scarpetta, invece, non si può trovare in nessun’altra città: è il tipico dolce oritano a base di farina, zucchero e uova che, ben amalgamate, vanno a formare un soffice strato di pan di spagna, ricoperto da una dolce glassa di zucchero. Altri dolci della tradizione sono i marzapani: dolci secchi alle mandorle.

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Storia, mistero, un centro fatto di viuzze strette e piene di fiori, buona cucina: sono questi gli ingredienti che fanno di Oria uno dei paesi più caratteristici del Salento. Oltre naturalmente a una serie di locali, pizzerie e ristoranti che non deluderanno i turisti.

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