Come si diventa coach di un campione: Cristian Brandi si racconta

Accanto a Riccardo Piatti, suo allenatore e mentore, il sanvitese raro specialista nel doppio, ha sfornato il giovane campione di Sofia da due milioni all’anno, Jannik Sinner

SAN VITO DEI NORMANNI - È passato dalla rete di vernice verde dipinta per lui negli spogliatoi del primo circolo tennis di San Vito dei Normanni, al mitico gruppo delle Pleiadi di Torino con Furlan, Caratti e Mordegan. Si è piazzato 50esimo del ranking Atp, ha vinto l'Estoril Open e gli Internazionali di tennis di San Marino. Ha fatto parte della squadra italiana di Coppa Davis tra il 1994 e il 1995 con due vittorie e oggi, da allenatore, ha sfornato il giovane campione di Sofia da due milioni all’anno, Jannik Cristian BrandiSinner. Cristian Brandi, originario di San Vito dei Normanni, è stato un tennista di alto livello e, per fortuna ha deciso di fare tesoro delle sue grandi esperienze, mettendole al servizio del tennis professionistico e diventando l’elite coach del Piatti Tennis Center di Bordighera (Imperia).

“Ho iniziato a giocare da subito perché mio padre è stato uno dai fondatori del Circolo tennis di San Vito dei Normanni negli anni ’70 – racconta Cristian Brandi, rientrato solo nella giornata di ieri da Sofia, con ancora l’adrenalina del trionfo del suo giovane atleta Jannik Sinner -. A cinque anni giocavo al muro degli spogliatoi, mi avevano disegnato la rete con la vernice verde – prosegue sorridendo -. “Poi per due anni, dagli 11 ai 13 anni, mi sono allenato a Brindisi con Maria Fiume e Alfonso Pastore. A 13 anni sono andato a vivere solo a Bari”. Cristian Brandi era innamorato del tennis, da bambino sognava di giocare in Davis e si svegliava la notte con papà Luigi, detto “Gino il professore”, per vedere Adriano Panatta che “nel 1982 incontrai a Brindisi perché organizzarono una esibizione a quattro e io feci il raccattapalle. Poi lo incontrai due anni dopo al circolo di Roma e glielo dissi”.papà Gino Brandi

Come già accennato, il maestro Cristian Brandi quando aveva 13 anni si trasferì a Bari per giocare al circolo tennis: “Ho fatto lì la terza media. Alloggiavo con altri atleti all’hotel Windsor. Tornavo a casa il fine settimana e il lunedì prendevo il treno alle 5.30 per tornare a Bari - racconta mentre ride di gusto perché confida di voler ripercorrere, oggi, a 50 anni, la tratta Ostuni - Bari che percorreva col regionale per provare quella stessa emozione-. “C’era la fermata a Cozze – ricorda addirittura -. Anzi, Cristian Brandi ricorda tutto perfettamente come se fosse stato ieri il primo giorno ad aver preso la racchetta tra le mani: “Nel primo torneo sociale under 12 ho battuto Mauro Farina, 7-5/ 6-2. Il primo in assoluto a vincere. Nel 1981 nel torneo regionale ho battuto Cioffi: 6-3/ 6-3. Era indoor. Il mio primo torneo nazionale, fuori dalla Puglia, è stato a Voghera: quel viaggio in treno con papà non finiva mai”.

Cristian Brandi in un tema delle elementari scrisse che da grande  voleva fare il tennista e che voleva viaggiare, esattamente ciò che fa oggi e si percepisce tutta la passione per il tennis di uno dei quattro moschettieri di Riccardo Piatti: “A Roma mi ha allenato Panatta, poi con Renzo Furlan, Cristiano Caratti e Federico Mordegan siamo diventati indivisibili ed eravamo gli atleti di Piatti. Siamo cresciuti insieme con l’allenatore di Como”.

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Riccardo Piatti, dopo la scomparsa di papà Gino, quando Cristian Brandi aveva solo 15 anni, è diventato un fratello maggiore, un mentore: “È stato tutto, mi ha cresciuto, mi ha allenato, sono suo testimone di nozze. E sì, ho avuto momenti di sconforto, ma quando fai sport ad alto livello, non serve piangersi addosso. Devi risolvere i problemi e andare avanti”.

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“Sembra ieri quando sono stato convocato in Davis, eppure avevo solo 24 anni. Sono state due settimane intense, ma ricordo la sfilata, tutto quello che c’era intorno e l’adrenalina – racconta Cristiano Brandi che oggi di anni ne ha 50, vive a San Marino con la moglie Monica e il figlio Nicolò di nove anni. “Non ho mai avuto paura, ma rispetto dell’avversario e vivo con la consapevolezza che alla fine è sempre una guerra – dice coach Brandi che, tuttavia, anche da piccolo, si è sempre divertito a giocare a tennis.

Da giocatore ad allenatore, Cristian Brandi è diventato il braccio destro del suo ex coach, Riccardo Piatti al Piatti Tennis Center, garantendo degli standard sempre migliori, perché nella carriera da allenatore vanta nomi come Marco Cecchinato, Filippo Volandri, Paolo Lorenzi, Thomas Fabbiano, Alessandro Giannessi e tanti altri nella lista dei giocatori passati sotto le sue cure. 

“Jannik Sinner è giovane, i numeri dicono che ha gli stessi risultati alla sua età di Roger Federer e Novak Đoković – dice l’elite coach Brandi-. L’obiettivo è quello di vincere uno Slam a breve, non è distante perché già nei 35 del mondo a 19 anni, però deve continuare a lavorare come sta facendo - prosegue ricordando il loro incontro avvenuto circa cinque anni fa al Piatti Tennis Center-. Aveva 14 anni quando ha iniziato a lavorare con noi e un paio di anni fa sono andato con lui ai primi tornei Futures e qualche Challenger lo scorso anno” conclude l’allenatore Cristian Brandi, originario di San Vito dei Normanni che, come scrisse nel tema delle elementari da grande voleva giocare a tennis e viaggiare tanto.

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