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Basket a perdere: "Abbiamo sbagliato, ma colpa della formula"

La dirigenza dell'Aurora Basket di Brindisi ammette la gravità di quanto accaduto ma chiama in causa la formula adottata dalla federazione

La società brindisina Aurora Basket dichiara di non avere alcuna intenzione di rivoltare la frittata dopo l'indecoroso spettacolo andato in scena nel corso dell'incontro con il Valle D’Itria Basket Martina, in cui le due squadre si sono affrontate, giovedi 22 febbraio, nella finale per il secondo e terzo posto del campionato regionale under 18 di basket maschile, dopo aver già staccato il pass per la fase interzonale, ma giocando per perdere, con i giovanissimi atleti obbligati ad applicare questa strategia.

Il problema? La formula sbagliata stabilita dalla federazione, dichiara l'Aurora Basket in questa nota che pubblichiamo integralmente. Formula che penalizzerebbe la vincente della Final Four - che avrebbe partecipato al girone interzona con due squadre toscane, una umbro-marchigiana e due campane - a gravose trasferte, mentre la perdente, invece, avrebbe dovuto fare meno chilometri perchè assegnata al raggruppamento con due avversarie laziali, due campane ed una pugliese, prima classificata nella stagione regolare.

Il giudizio sui fatti spetta a chi deve applicare le regole del gioco. I direttori di gara hanno eloquentemente sospeso l'incontro, ora tocca alla Federbasket, il cui presidente nazionale Gianni Petrucci ha già coinvolto la giustizia sportiva. Ciò che pensa una parte del pubblico (quello che si esprime nel video di cui abbiamo riproposto il link) può risultare sgradito alle due società, ma uno va a vedersi un incontro di pallacanestro non una melina preordinata, e non è obbligato a condividere ragioni e strategie di alcun genere, soprattutto se sul parquet ci sono ragazzi che hanno lottato per raggiungere la fase finale, ma che si esibiscono persino in clamorosi auto-canestri e il calci al pallone.

"L’episodio accaduto a Martina Franca nel corso della finale per il secondo e terzo posto del campionato di pallacanestro Under 18 Eccellenza del 22 u.s. è molto singolare. La società Aurora Brindisi riconosce la gravità dell’accaduto e intende farlo a chiare lettere, ma altrettanta chiarezza ed attenzione merita ciò che sta a monte del detto episodio. La formula della fase finale del campionato è stata decisa dalla Federazione nel mese di settembre 2017 e, a parere di molti, risultava sbagliata ab origine, così come prontamente segnalato, nell’immediatezza e quindi in tempi non sospetti,  anche dalla nostra società.

Le critiche (a volte veri e propri attacchi) rivolti nelle ultime 24 ore, non solo a tecnico e giocatori dell’under 18, ma alla intera società, lasciano trasparire sentimenti (probabilmente anche vecchi attriti) che poco hanno a che fare con quel principio di lealtà e correttezza da molti sbandierato. L’Aurora Brindisi è una società che da 11 anni lavora esclusivamente nel settore giovanile, con tanto impegno e massimo rispetto delle regole, ma anche con enormi sacrifici, moltiplicatisi negli ultimi anni, a causa del periodo di grave crisi economica in cui versa la nostra regione e la città di Brindisi in particolare (con oneri particolarmente alti per tutte le società che utilizzano strutture comunali) raggiungendo per ogni campionato d’eccellenza, tra l’altro, i primi posti senza che mai si verificasse un episodio simile a quello verificatosi ieri.

Dispiace che le critiche siano giunte solo nei confronti della nostra società e che pochissimi abbiano valutato criticamente (anche al fine di non commettere gli stessi errori negli anni futuri) il sistema adottato quest’anno per la final four del campionato under 18 Eccellenza, programmato in modo tale che la finalissima per il secondo ed il terzo posto (ricordiamo che la prima classificata alla fine della stagione regolare accedeva direttamente all’interzona) mettesse in palio un obiettivo più premiante per la terza classificata e non per la seconda.

Premesso che non risponde a verità che il girone al quale ha accesso la seconda classificata sia maggiormente impegnativo dal punto di vista tecnico rispetto a quello cui accederà la terza classificata, è invece senz’altro vero che le due trasferte in Toscana (per la seconda classificata) risultino molto più dispendiose, non solo da un punto di vista strettamente economico, ma, prima ancora, da un punto di vista del tempo da sottrarre agli impegno scolastici (per i giocatori) e lavorativi (per staff e genitori).

Dispiace quindi aver letto solo pochissimi messaggi di solidarietà da parte di coloro i quali, pur non sminuendo la gravità dell’accaduto hanno compreso che non era affatto semplice spiegare ai propri giocatori quanto fosse anomalo vincere una partita che gli avversari avevano già deciso di voler perdere, avversari che, esattamente come la nostra squadra, avevano forte interesse a giocare la fase interzona in Campania e non in Toscana. Le due squadre infatti avevano entrambe conquistato sul campo l’ammissione alla fase dell’interzona e l’esiti della gara di Martina Franca  regolamentava esclusivamente l’inserimento in un girone anziché in un altro.

Deve essere ben chiaro (anche ai non addetti ai lavori…) che nessuna altra squadra partecipante al campionato è stata in alcun modo pregiudicata dagli eventi. In particolare i ragazzi scesi in campo sono stati protagonisti incolpevoli di un meccanismo che probabilmente presentava dei limiti sin dall’inizio e ci  si augura possa essere reso più lineare negli anni in futuro. Il più evidente dei suddetti limiti è rappresentato dalla totale assenza di quello che nelle ultime ore è stato definito “massimo risultato possibile”.

A questo punto è opportuno ripetere: nessuno pensi che si intenda sminuire la gravità dell’accaduto, e anzi con il presente comunicato l’allenatore, il dirigente accompagnatore e la società tutta si scusano per quanto occorso, ma criticare l’operato di una società intera che ha sempre onorato ogni singolo campionato al quale ha partecipato è un modus operandi del tutto fuori luogo.

Probabilmente entrambi gli allenatori e prima ancora i dirigenti di entrambe le società hanno sbagliato nel non rappresentare ai vertici della Fip, il giorno prima della gara, e questa volta formalmente, quanto già anticipato a settembre 2017 dall’Aurora Brindisi (nel momento in cui la decisione sulla formula veniva adottata) ed è un errore che riconosciamo, ma respingiamo fermamente le offese ricevute, con eccessiva disinvoltura, da coloro i quali hanno troppo presto dimenticato l’impegno profuso dalla nostra società per il basket giovanile in Puglia e in ambito  nazionale" (comunicato della Aurora Basket).

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