Erbacce e fari spenti: degrado fra il torrione e Porta Mesagne

Il bastione di via Carlo V ricoperto da erbacce. L'impianto di illuminazione, ripristinato di recente, in parte guasto

BRINDISI – Gli alberelli ostruiscono quasi per intero la visuale del Torrione dell’Inferno, monumento della seconda metà del 1400 situato fra via della Libertà e via Castello, al culmine della cortina di collegamento al castello Svevo. Percorrendo poche altre decine di metri, verso via De Carpentieri, si arriva ad un altro simbolo della città: Porta Mesagne, affiancata dal bastione che segna l’inizio di via Carlo V.

Le mura risalenti all’epoca aragonese sono costellate da una miriade di erbacce. Ma questi non sono gli unici segni di degrado che deturpano l’immagine di edifici ricchi di storia, lungo l’antico perimetro del centro abitato. Tornando in via della Libertà, a pochi passi dal castello di mare, si potrà notare come alcuni dei faretti che dovrebbero illuminare le mura realizzate per volere di Ferdinando di Aragona, in realtà sono fuori uso. Problema analogo si riscontra anche sul versante di Porta Mesagne.

Qui, dopo ripetute sollecitazioni da parte di associazioni che si battono per la tutela del patrimonio storico, venne ripristinato l’impianto di illuminazione delle vasche Limarie, sistema di raccolta delle acque d’epoca romana che sorge alle spalle del Bastione, dalla parte di via Cristoforo Colombo.

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L’intervento risale al mese di ottobre 2018. Oggi, però, si registrano delle “defezioni” fra i faretti che con un fascio di luce che va dal marciapiede verso l’alto, dovrebbero illuminare sia la porta che il bastione. Come si vede nelle foto un paio di questi sono spenti. Un terzo è addirittura ricoperto da uno strato di cemento. Dopo le spese affrontate per riportare la luce su uno dei monumenti più rappresentativi della città, è davvero un peccato dover assistere a una tale situazione di degrado. 

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