Bloccato tentativo di fuga in massa da Restinco. Ci riescono in dieci

BRINDISI - Tentativo di fuga in massa dal centro per immigrati Cara-Cie di Restinco, a pochi chilometri da Brindisi, dove attorno alle 21 di questa sera si sono concentrate numerose pattuglie di carabinieri, polizia e guardia di finanza nel tentativo di rintracciare e bloccare una decina di extracomunitari che si erano immediatamente defilati nelle campagne circostanti, protetti dal buio, dopo aver superato il cordone di sorveglianza che ha affrontato rapidamente e con pochi danni l'emergenza.

Lavoratori in protesta dinanzi al centro immigrati di Restinco (repertorio)

BRINDISI - Tentativo di fuga in massa dal centro per immigrati Cara-Cie di Restinco, a pochi chilometri da Brindisi, dove attorno alle 21 di questa sera si sono concentrate numerose pattuglie di carabinieri, polizia e guardia di finanza nel tentativo di rintracciare e bloccare una decina di extracomunitari che si erano immediatamente defilati nelle campagne circostanti, protetti dal buio, dopo aver superato il cordone di sorveglianza che ha affrontato rapidamente e con pochi danni l'emergenza. In questi minuti è in corso una battuta nella zona con l'ausilio dei fari delle auto di servizio e di un elicottero.

Durante l'evasione, alcuni immigrati e 5 uomini del dispositivo di sorveglianza (un poliziotto, due finanzieri e due militari dell'Esercito) hanno riportato escoriazioni e contusioni, e hanno fatto ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso dell'ospedale Perrino di Brindisi. Il questore Vincenzo Carella, che sta seguendo tutte le fasi di questa nuova emergenza al centro di Restinco, ha detto che la reazione al tentativo di fuga è stata efficiente e molto professionale, considerando che tutti e 85 gli attuali ospiti del Cara-Cie vi hanno partecipato, e che solo una decina sono riusciti per il momento ad allontanarsi.

Militari e poliziotti hanno anche dovuto fronteggiare un lancio di sassi e pezzi di calcinacci (causa della maggior parte delle contusioni), con cui gli immigrati hanno tentato di aprirsi la strada, dopo aver forzato le inferriate di alcune finestre ed un cancello. Ma solo in pochi sono riusciti ad arrivare all'alto muro di cinta dell'ex campo profughi istriani ed ex deposito misto dell'Esercito, trasformato prima in Centro di permanenza temporanea, poi in Centro di prima accoglienza ed infine in Centro per richiedenti asilo ma in parte anche in Cie (Centro di identificazione ed espulsione). Alcuni degli extracomunitari, magrebini e sud-sahariani, si sono procurati lievi lesioni saltando dal muro.

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Non si tratta della prima fuga da Restinco, dove in passato ci sono state anche brevi rivolte e rifiuti del cibo. Il solito corollario di problemi e drammi umani comuni a tutti i centri per immigrati. Nei giorni scorsi un cittadino afghano è giunto a cucirsi due volte le labbra per protesta contro il divieto di contatti telefonici con i figli. Alcuni dei protagonisti del tentativo di fuga di questa sera erano stati traferiti a Restinco dalla Sicilia la scorsa settimana.

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