Omicidio Vito Ferrarese: scarcerato l'ex vicequestore Antonacci

Riconosciuto l’affidamento ai servizi sociali dopo il decreto di grazia parziale del presidente della Repubblica: l’ex capo della Squadra Mobile era stato condannato in via definitiva a 15 anni e dieci mesi per quel tragico inseguimento in mare. Fine pena prevista il 21 aprile 2021, salvo riduzione per liberazione anticipata

Piero Antonacci, ex capo della Squadra Mobile di Brindisi

MESAGNE – Libero. L’ex vice questore Piero Antonacci, condannato in via definitiva a 15 anni e dieci mesi per l’omicidio del contrabbandiere brindisino Vito Ferrarese, ha lasciato il carcere di Santa Maria Capua Vetere dopo quattro anni e due mesi, essendo stato ammesso all’affidamento in prova i servizi sociali. Il beneficio è stato riconosciuto dal Tribunale di Sorveglianza tenuto conto della condotta nel penitenziario e della carriera dell’ex capo della Mobile di Brindisi, sino a quella notte del 14 luglio 1995.

Lo scafo blu di Vito Ferrarese-3

La scarcerazione

Antonacci chiuderà il conto con la giustizia lavorando per l’Isbem, a Mesagne, suo comune d’origine, portando con sé tutto il peso della vicenda iniziata 24 anni fa, durante un inseguimento in mare, al largo delle Saline di Punta della Contessa. Ha accettato la condanna in silenzio, dopo essersi difeso nelle aule di Tribunale, con il sostegno della famiglia, degli amici e di quanti hanno sempre creduto nella sua estraneità alla tragedia, costata la vita a uno scafista. Ha sempre sostenuto di non aver fatto fuoco, quella notte.

La notizia della scarcerazione è di qualche giorno e arriva dal Tribunale di Sorveglianza di Napoli Nord, in accoglimento dell’istanza presentata dai difensori di Antonacci, i penalisti Carmelo Molfetta e Silvio Molfetta, del foro di Brindisi, gli stessi che hanno seguito l’iter per il riconoscimento, in via eccezionale, della grazia parziale di cinque anni e dieci mesi, con decreto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a febbraio dello scorso anno. La pena complessiva legata al riconoscimento della colpevolezza rispetto all’imputazione di omicidio volontario venne decurtata di tre anni, per effetto del riconoscimento dell’indulto.

La condotta in carcere e la carriera

carcere santa maria capua vetere-2Nel provvedimento, il magistrato di sorveglianza ha evidenziato la condotta osservata dal detenuto nel periodo di espiazione della pena, iniziato il 2 marzo 2015: fu lo stesso Antonacci che si presentò nella struttura militare di Santa Maria Capua Vetere, ancor prima di aspettare la notifica dell’ordine di carcerazione. Da quel giorno, ha tenuto un comportamento irreprensibile, gli sono stati riconosciuti permessi premio per trascorrere del tempo con la sua famiglia e ha incassato anche 300 giorni di liberazione anticipata.

Con l’ultima pronuncia del Tribunale di sorveglianza di Napoli Nord, Antonacci potrà espiare la parte restante della pena  in regime di affidamento in prova al servizio sociale. Il riconoscimento è stato possibile perché, come sottolineato dai difensori, il detenuto non è socialmente pericoloso e non ha mai avuto di legami con la criminalità organizzata.

Nel provvedimento del Tribunale, è stato ricordato che quell’inseguimento si inseriva in un’operazione di contrasto alla criminalità organizzata.  Nel curriculum di Antonacci c’è anche la medaglia d’oro al valor civile riconosciuta dal Presidente della Repubblica, per l’impegno in prima linea. Storia personale e professionale pesate dal Tribunale di fronte all’omicidio contestato, reato ostativo stando all’ordinamento penitenziario.

La vicenda giudiziaria

Resta la tragedia con tutto il dolore per quanto avvenne al largo di Brindisi. Vicenda oggetto nel tempo di verdetti completamente discordanti: sul caso si sono pronunciati 39 giudici tra Corte d’Assise di Brindisi, Corte d’Assise d’Appello di Lecce, poi  Corte di Cassazione con rinvio e quindi  Corte d’Assise d’Appello di Taranto per arrivare nuovamente alla Corte Suprema di Cassazione per saltum e infine, la Cassazione il 26 febbraio 2015. Conto, in nome della giustizia, pari a quindici anni e dieci mesi, decurtato di tre, quindi l’espiazione nel penitenziario militare per quattro anni e due mesi e la libertà con affidamento ai servizi sociali. 

Stando alla contabilità legata al termine della pena, l’ex vice questore Antonacci dovrebbe terminare l’espiazione il 21 aprile 2021. Sul piatto della bilancia, questo periodo ha rilievo ai fini della tempistica per la liberazione anticipata.

Le indagini 

de castris - operazione araba fenice-2Le indagini su quella notte di giugno 1995 furono coordinate dal pubblico ministero Leonardo Leone De Castris (nella foto accanto), nel frattempo diventato oggi procuratore capo a Lecce. Dall’elicottero della polizia venne aperto il fuoco contro il motoscafo sul quale c’erano due uomini: uno ero Vito Ferrarese. Non c’erano armi, non c’erano neppure latitanti. Fu un inferno di fuoco: le perizie accertarono l’uso di una Beretta PM 12, di pistole semiautomatiche in dotazione e bombe a mano.

Le indagini dimostrarono che quando lo scafo venne rimorchiato nel porto di Brindisi, un poliziotto dell’allora Sezione catturandi salì a bordo per nascondere una mitraglietta, in modo tale da dimostrare che la decisione di aprire il fuoco fu presa dopo era stata notata l'arma in mano ad uno dei contrabbandieri. Ma Vito Ferrarese non era armato, così come non lo era l’altro.

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