Interdittiva antimafia alla Gial Plast: Cobas chiede incontro in prefettura

La ditta opera nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani nei Comuni di Cisternino, Fasano e Ostuni

L’emissione di un’interdittiva antimafia, da parte della prefettura di Lecce, a carico dell’azienda, crea una certa preoccupazione fra i lavoratori della Gial Plast, società operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani nei Comini di Fasano, Cisternino e Ostuni. 

Si sta occupando della vicenda il sindacato Cobas, che stamani ha incontrato i lavoratori di Fasano, maturando “l’idea – si legge in una nota firma del segretario provinciale del Cobas, Roberto Aprile – di chiedere un incontro con la Prefettura di Brindisi”, per avere dei chiarimenti su come si procede “legalmente in questa situazione, non certamente allegra.”

“I lavoratori – spiega il Cobas - temono di ricevere dei danni dalla eventuale sospensione delle attività lavorative di Gial Plast, per essere sostituita da altre, oppure dalla nomina di commissari che la gestiscano in continuità”. I lavoratori di Fasano e Cisternino, invece, sono reduci dalle vicissitudini patite dalla Tradeco, “ditta da cui avanzano - si legge nella nota - cifre significative”. Va detto però che a Ostuni a giorni dovrebbe insediarsi il nuovo gestore, la Teckoservice, società con sede legale in Piemonte, giò attiva a Polignano (Bari). 

Il Cobas rimarca inoltre come a Fasano e Cisternino siano in atto processi di stabilizzazione di una parte del personale precario, mentre a Ostuni, in vista della stagione estiva, dovrebbero essere richiamati dei lavoratori stagionali. 

L’organizzazione sindacale “seguirà con estrema attenzione le evoluzioni di questa decisione della Prefettura di Lecce, per evitare eventuali danni ai  lavoratori, certi del fatto che le istituzioni interessate sono le prime a volerli evitare”. 

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