Si apparta con la moglie di un detenuto: mamma e figli lo pestano

Arrestati una donna e i suoi di figli, congiunti del detenuto la cui moglie aveva allacciato una storia sentimentale con un altro uomo. L'aggressione, con pugni, calci e bastonate, è avvenuta nel parcheggio del precampo

BRINDISI – Si erano appartati da poco a bordo di un auto, nel parcheggio antistante al precampo dello stadio Fanuzzi, il cosiddetto campo nero. Lì i due amanti sono stati raggiunti dai congiunti del marito della donna, detenuto presso il carcere di Brindisi. E’ stata una vera e propria spedizione punitiva quella messa in atto da Annunziata Antonicelli, 50 anni, insieme ai figli Vito Cavaliere, 19 anni, e Giuseppe Cavaliere, 26 anni.

I tre hanno picchiato con pugni, calci e un bastone il giovane che aveva allacciato una relazione sentimentale con la moglie del detenuto, risparmiando la donna. Mamma e figli sono stati arrestati dai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi al comando del vicequestore Rita Sverdigliozzi, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Maurizio Saso, su richiesta della Procura. Gli indagati devono rispondere dei reati di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, dai motivi abietti e futili e dall’aver agito con crudeltà, e di rapina. 

Arresto Cavaliere-2

Non è stato facile far luce su quella che inizialmente era stata presentata dalla vittima come una rapina sfociata in un brutale pestaggio. Ma gli investigatori hanno subito compreso che dietro alla violentissima aggressione si celavano altri scenari. Nonostante l’omertà e la reticenza che hanno avvolto la vicenda, il puzzle è stato ricostruito nel giro di poche settimane. 

Il pestaggio

L’episodio risale alla notte dello scorso 3 agosto. Da quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati da tempo sospettavano che la moglie del loro congiunto avesse una storia con un altro uomo. Per questo la notte del 3 agosto hanno pedinato la donna, seguendo i suoi spostamenti fino a quando, a bordo dell’auto della vittima, non ha raggiunto il parcheggio situato alle spalle dell’impianto sportivo, al rione Casale: zona buia e appartata in cui i due pensavano di essere al riparo da sguardi indiscreti.

Video: gli indagati arrestati dalla polizia

Pochi minuti dopo, però, la Antonicelli e i figli, da quanto appurato dalla Mobile, escono allo scoperto. Gli indagati aprono la portiera dell’auto e colgono gli amanti in atteggiamenti intimi. La donna riesce a fuggire. Per l’uomo, invece, non c’è alcuna pietà. Il malcapitato viene colpito più volte alla testa con ferocia inaudita. Dopo averlo lasciato per terra, i tre si impossessano della sua auto e si dileguano. Nel frattempo una donna che abita un in palazzo poco distante dallo stadio, spaventata dalle urla, aveva allertato le forze dell’ordine.

Giunti subito sul posto, i poliziotti della sezione Volanti trovano la vittima con il volto insanguinato e la affidano al personale del 118. L’uomo viene trasportato presso l’ospedale Perrino di Brindisi. Da lì, data la gravità delle ferite riportate, viene trasferito presso un altro ospedale della regione specializzato nel trattamento di traumi maxillo facciali (il Miulli di Acquaviva delle Fonti), dove è stato ricoverato con prognosi di trenta giorni, con fratture al cranio e al volto. 

"Una indagine classica"

La vittima, ascoltata dalla Mobile, ha parlato di una rapina, senza fornire alcuna indicazione sugli aggressori. Ma tale ipotesi è stata subito scartata. Che senso avrebbe avuto accanirsi in quel modo sull’automobilista, solo per portargli via l’auto (ritrovata nei giorni successivi al rione Sant'Elia)?

“Abbiamo svolto una indagine classica – ha dichiarato il vicequestore Rita Sverdigliozzi nel corso di una conferenza stampa che si è svolta stamattina in questura – per chiarire la vicenda. Abbiamo lavorato a tappeto, fino agli arresti odierni”. Il provvedimento restrittivo è statp eseguito la notte scorsa. La madre si trova in regime di domiciliari. I due figli si trovano in carcere. Quest’ultimi erano già noti alle forze dell’ordine. Giuseppe Cavaliere, in particolare, fu coinvolto in un altro episodio di cronaca nel gennaio 2019, quando venne ferito da colpi di arma da fuoco esplosi in largo Concordia, nel cuore della movida. 

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