Overdose a Ceglie, altri due arresti

CEGLIE MESSAPICA – Prima la morte per overdose di un 47enne cegliese (14 luglio 2011), poi l'arresto dei suoi pusher (6 giugno 2012) e infine l'arresto dei fornitori degli stessi spacciatori. Si chiude così il cerchio di un'attività investigativa durata un anno che ha visto impegnati i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, insieme ai colleghi della stazione di Ceglie Messapica e della compagnia di Taranto.

La stazione carabinieri di Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA – Prima la morte per overdose di un 47enne cegliese (14 luglio 2011), poi l'arresto dei suoi pusher (6 giugno 2012) e infine l'arresto dei fornitori degli stessi spacciatori. Si chiude così il cerchio di un'attività investigativa durata un anno che ha visto impegnati i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, insieme ai colleghi della stazione di Ceglie Messapica e della compagnia di Taranto.

L'indagine, infatti, dal Brindisino è finita nel capoluogo ionico e oggi ha portato all'arresto su ordinanza di custodia cautelare in carcere del 32enne Gianluca Cannizzaro e del 31enne Gaetano Santovito, entrambi tarantini. I due sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il 14 luglio del 2011 un 47enne cegliese fu trovato senza vita nel letto della sua abitazione, l'esame autoptico stabilì che l'uomo era deceduto per un'overdose di sostanze stupefacenti. I carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, guidati dal capitano Ferruccio Nardacci, avviarono le indagini tese a stabilire chi aveva fornito al 47enne la droga.

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Dopo un anno di attività di indagine si giunse all'arresto di due cegliesi poco più che ventenni, uno dei quali era stato visto in più occasioni in compagnia dell'uomo trovato morto a luglio 2011. Le indagini, però non si fermarono. Si doveva ancora stabilire da dove proveniva la droga che arrivava a Ceglie. È così che i militari sono giunti ai due arrestati di oggi. Erano i fornitori dei cegliesi, sono accusati di spaccio. I due sono stati trasferiti nel carcere di Taranto.

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